Studio Biblico

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Archetto Brasiello

La Trità

Per Trinità divina s’intende che Dio è Uno, ma che nella Sua unità vi sono tre Persone: il Padre, il
Figlio e lo Spirito Santo.
Il termine "Trinità" nella Bibbia non c'è, ma fu usato dal II secolo per indicare, comunque, una
dottrina chiaramente espressa nella Parola di Dio.

 

1. La Trinità nell’Antico Testamento
 

a. Il nome Elohim (Gen 1:1), nella lingua originale ebraica, è al plurale.
b. Dio usa il plurale parlando di Sé (Gen. 1:26; 3:22; 11:7; Is 6:8; Os 12:5).
c. La formula di benedizione lo accenna (Num. 6:24-26).
d. Le parole di lode degli angeli lo fanno capire (Isaia 6:3)
e. La distinzione dello Spirito Santo è delineata (Ge 1: 2; 2Sa 23: 1,2; Is 11: 1,2; 61: 1; 63: 10)
f. Alcune espressioni si spiegano soltanto con la dottrina della Trinità (Ge 19: 24; Is 48: 16; Ml 3: 1).

 

Nota: Quando la Bibbia dice che Dio è uno (Deut. 6:4; Isaia 43:10,11; 45:5) vuol evidenziare che
come Dio non c'è nessun altro, ovvero, che Egli è l'unico Dio.

 

 

2. La Trinità nel Nuovo Testamento
 

Mentre nell'Antico Testamento la dottrina era soltanto accennata, nel Nuovo Testamento viene
chiaramente espressa (Mt 3:16,17; 28:19; Giov. 14:16,17,26; At 20:28; Ro 15:16; 1Co 12: 4-6;
2Co 1:21,22; 13:13; Ef 2:18; Tito 3:4-6; 1Pt 1:1,2; Ap 1:4,5; 4:8).
Il N. T., d'altronde, rivela chiaramente che:

 

a. Dio è Uno (Mar 12:29; 1Ti 2:5)
b. Gesù Cristo è Dio (Gv 1:1; 20:28; Cl 2:9; Eb 1:8; Fl 2:11; Ap 22:13)
c. Lo Spirito Santo è Dio (At 5:3,4; 1Co 2:10,11; 2Co 3:17; Eb 9:14)
d. Le espressioni sulla Trinità sono molte ed evidenti:

Nel battesimo di Cristo (Mt 3: 16,17)


Nella formula battesimale (Mt 28: 19)


Nelle affermazioni di Cristo (Gv 14:16,17,23-26; 15: 26)


Nell'opera dell'adozione (Rom. 8:14-17)


Nel lavoro evangelistico (Rom. 15: 16)


Nella manifestazione dei doni (1Co 12: 4-6)


Nell'unzione divina (2Co 1: 20-22)


Nella benedizione apostolica (2Co 13: 13)


Nell'opera del riscatto (Ga 4: 4-6)


Nell'accesso al Padre (Ef 2: 18)


Nell'espressione dell'unità di fede (Ef 4: 4-6)


Nell'opera della salvezza (Tito 3: 4-6)


Nell'opera che porta all'ubbidienza (1Pt 1: 1,2) ituale,Nella dossologia dei cherubini (Ap 4:8) (Per dossologia si intende di solito un'esclamazione r

una formula, un breve inno, che loda, esalta e glorifica Dio; la parola deriva dal greco «δόξα»
(doxa), che significa gloria.)

 

e. Lo Spirito Santo è Dio e Persona a sé (Gv 14: 16,17,26; 16: 7-14; At 5: 3,4; 13: 2-4; 2Co 3: 17).
 

 

 

3. Alcune deduzioni necessarie
 

A. Se il Padre è Dio, il Figlio è Dio, lo Spirito Santo è Dio e se Dio è Unico o Uno, ne consegue
necessariamente che Dio è Uno, ma nella Sua unità vi sono tre Persone distinte.

 

B. Precisiamo che sono tre Persone e non tre manifestazioni dello stesso Dio, come insistono a
sostenere gli unitariani (I “Gesù solo”).
     • La parola 'manifestazione', nel Nuovo Testamento, infatti, è riferita all'incarnazione del Figlio
(1Ti 3:16; 1Gv 1:2; 4:9) e non a Dio che si manifesterebbe una volta come Padre o un’altra volta
come Figlio o un’altra volta come Spirito Santo.

     • In Matteo 3:13-17, le tre Persone sono contemporaneamente distinte.

 

C. Sicuramente non possiamo spiegare né comprendere tutto di Dio, in particolare la Sua natura
Trina, perché Egli è molto al di sopra della nostra ragione (Gb 11:7-9; Ro 11:33-35). Iddio però ci
rivela quanto basta per la nostra salvezza e per vivere fedeli a Lui.

E. Alcune illustrazioni che "aiutano" ad avere delle indicazioni più chiare sulla natura della Trinità.
Certo le illustrazioni, gli esempi, vanno usati con cautela, perché "nulla" e “nessuno” potrebbe
"illustrare" Dio, in quanto Egli è Unico!
In qualche maniera, questi esempi però aiutano a capire:
     • La Bibbia, che abbiamo in mano, ha una fodera, delle pagine e degli scritti, ma... è un'unica Bibbia.
     • Un triangolo equilatero ha i tre lati o tre angoli uguali;
     • Un trifoglio;
     • La luce ha tre raggi: l'attinico (invisibile) Raggi ultravioletti; il luminifero; Luce (visibile), il
calorifico (avvertibile, ma non visibile) (1Giov. 1:5)
     • L'elettricità: agisce come forza, come luce e come calore.
     • L'uomo stesso, che è stato fatto ad immagine di Dio, è trino: spirito, anima e corpo (1Te 5: 23).
Dio Padre, Suo Figlio Gesù Cristo e lo Spirito Santo, cooperano perfettamente con una sola mente e
con un solo scopo e, per questo, nel senso più pieno della parola, sono Uno.
Il Padre, oltre ad essere nostro Creatore, ci ama e ci elegge. Il Figlio ci salva e ci purifica. Lo
Spirito Santo ci convince, ci santifica e ci aiuta nella comunione.
Il Padre testimonia del Figlio; il Figlio testimonia del Padre e dello Spirito Santo; lo Spirito Santo
testimonia del Figlio e del Padre (Mt 3: 17; Gv 5: 19; 14: 26; 15: 26; Ro 8: 15,16).
Una buona definizione della Trinità
"Noi crediamo in un solo Dio, Eterno, onnipotente, Creatore e Signore di tutte le cose e che nella
Sua unità vi sono tre distinte persone: Padre, Figlio e Spirito Santo".

 

 

 

4. Eresie sulla Trinità
 

a. Il Monoteismo assoluto. Dio è un’unità in senso assoluto e negano così la Sua Tri-Unità. La
dottrina è seguita dagli Unitariani e dall’Islam

 

b. L'Arianesimo, dottrina sostenuta da Ario (inizi del IV Secolo), secondo la quale Dio aveva
decretato che dovessero esistere il Figlio e lo Spirito Santo, perché funzionassero come Suoi agenti
nei rapporti col mondo. Così li riduceva ad un livello d’inferiorità e, per questo, erano divini ma in
un senso secondario, non essendo neppure eterni. (Oggi, in parte, tale dottrina la seguono i Testimoni
di Geova).

 

c. Il Modalismo (o Sabellianismo, da Sabellio, inizi del III secolo), insegna che in realtà non vi sono
tre Dei, ma neanche tre persone. Sono invece tre modi diversi in cui lo stesso Dio, un’unica Persona,
si manifesta. Egli si manifesta storicamente prima come Padre, in seguito come Figlio e in questo
periodo come Spirito Santo. (Oggi, in parte, la seguono gli Unitariani o “I Gesù solo”)

 

d. Il Triteismo, è la dottrina che insiste così tanto sulla deità del Figlio e sulla personalità dello Spirito
Santo, come anche sulla loro distinzione dal Padre, tanto da farne tre Dei separati, negando anche la
loro consustanzialità (Identità di sostanza e di natura nelle tre persone della SS. Trinità.)

 

 

5. I Nomi di Dio
 

I nomi di Dio sono stati tradotti nelle lingue moderne, come è stato tradotto il resto delle parole
bibliche, perciò abbiamo: Dio, Iddio, l'Eterno, il Signore, ma per motivi di conoscenza è giusto
studiarli secondo 1'originale.
Dai nomi di Dio conosciamo anche il Suo carattere (Es 6: 3; 33: 19; 34: 5,6...), perché essi non sono
un'indicazione generica, ma una significativa descrizione dell'Essere divino. I nomi di Dio non sono
soltanto delle parole, ma sono Dio stesso.
ELOHIM (Iddio, Dio). È un nome al plurale, con il verbo al singolare. Nell’etimologia è formato da
tre particelle distinte ma unite e indivisibili. Ciò indica chiaramente la coesistenza delle tre Persone
divine, pur essendo Egli un solo Dio. Elohim, "la divinità", "l'essere forte, potente", indica la potenza
creatrice e illimitata di Dio, dell'Iddio Creatore.
Il suo singolare è Eloah o Elah. Elohim è usato nella Bibbia 2570 volte, soprattutto nella Genesi, ma
anche nel Deuteronomio e in alcuni Salmi.
EL (Dio). Indica "forza", "potenza". Nelle Scritture, ricorre circa 250 volte. È la contrazione o forse
un singolare di Elohim. Nell'ebraico, è usato solitamente in combinazione con alcuni agget-tivi divini:
El elyon = l'Iddio altissimo (Ge 14: 18-20)
El olam = l'Iddio dell'Eternità (Ge 21: 33)
El shaddai = l'Iddio onnipotente (Ge 17: 1; Es 6: 3)
El ganna = Dio geloso (Es 20: 5)
El hai = l'Iddio vivente (Gs 3: 10)
YHWH (Eterno, Signore). Elohim non sta lontano dai suoi, ma, vedendoli nella necessità, scende per
salvarli e così si rivela come Yhwh, l'Iddio del patto. Dal verbo ebraico "essere", ne include i tre
tempi, passato, presente e futuro, significando così: "l'Ente", "l'Esistente" per eccellenza, "Colui che
era, che è e che sarà"
Più esattamente si legge "Yahveh" e non “Geova”, è intraducibile se non nel suo significato. Non è
nome magico o taumaturgico; quel che vale è realizzarlo, conoscerlo per esperienza e secondo i
bisogni. Egli, infatti, è:
Yahveh-jireh = il Signore provvede (Ge 22: 14)
Yhveh-rapha = il Signore guarisce (Es 15: 26)
Yahveh-nissi = il Signore nostra bandiera (Es 17: 15)
Yahveh-mkaddiishkim = il Signore che santifica (Es 31: 13)
Yahveh-shalom = il Signore pace (Gc 6: 24)
Yahveh-sabaoth = il Signore degli eserciti (1Sa 1: 3)
Yahveh-ra'ah = il Signore mio pastore (Sl 23: 1)
Yahveh-elyon = il Signore altissimo (Sl 97: 9)
Yahveh-tsidkenu = il Signore nostra giustizia (Gr 23: 6)
Yahveh-shammah = il Signore è qui (Ez 48: 35)
Yahveh-shuà = il Signore salva (Mt 1: 21)
Nelle Scritture ebraiche, è usato 6823 volte. Soltanto nella Genesi appare 146 volte;
Gli scribi, anche se lo trascrivevano con molta scrupolosità, evitavano di pronunciarlo, in esagerata
osservanza di Es 20: 7 e quando lo dovevano pronunciare usavano "Adonai" (il Signore). Da
quest’ultimo nome, in seguito, presero le prime tre vocali per pronunciarlo “Yahowah”, ma così non
è per niente un nome originale e tanto meno lo è “Geova”.
In ogni modo, è il nome più importante di Dio nell'Antico Testamento, perché è usato più degli altri
e anche perché, secondo molti, è "il nome personale di Dio". Sembra però piuttosto una designazione
o una definizione della personalità di Dio con le sue molteplici possibilità di operare: "Io sono colui
che sono”.
ADONAI (Signore, Padrone). Il nome esprime l'autorità di Dio, il comando, il dominio per ciò che
Egli è e fa, richiedendo così il servizio e la fedeltà del Suo popolo. Era usato comunemente dagli
Israeliti al posto di Yhwh, nel loro linguaggio corrente (Ge 18: 3,27,30...), ma era riferito anche alle
persone (Ge 18: 12; 24: 9,10,12...). Usato 427 volte nell'Antico Testamento, è tradotto Kyrios nel
Nuovo Testamento
ABBA (Padre). È un nome - titolo di Dio già noto nell'Antico Testamento (Sl 89:26; Is 63: 16; 64: 8;
Gr 31: 9...) almeno in riferimento al rapporto tra il popolo d'Israele ed il suo Dio, ma è rivelato
pienamente nel Nuovo Testamento, tramite le parole e l'opera di Gesù Cristo (Mt 5: 16; 6: 8,9,25-33;
7: 21; Lu 11: 1-4; Ro 8: 15; Ga 4: 6; 1Gv 3: 1, 2) in riferimento ai singoli individui che accettano
Cristo Gesù come loro personale Salvatore (Gv 1: 11,12)
"Padre" è il nome divino che più d'ogni altro esprime l'azione non solo creatrice, ma anche
rigeneratrice, l'autorità, la potenza, la sapienza, la provvidenza, la protezione e l'amore di Dio.

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