Studio Biblico

Realizzato dal Pastore

Archetto Brasiello

Lo Spirito Santo

LA PERSONA E L'OPERA DELLO SPIRITO SANTO
La dottrina dello Spirito Santo è di massima importanza per il cristiano. Basti solo pensare che senza l’azione,
l’ispirazione e la guida dello Spirito Santo, la Chiesa non sussisterebbe.

 

LA PERSONALITA’ DELLO SPIRITO SANTO
Lo Spirito Santo è innanzitutto una persona! Egli non è un’influenza o un’energia…
[Quando parliamo di persona e quindi di personalità, ricordiamo che essa presuppone: vita, sensibilità,
intelligenza e volontà].
Lo Spirito Santo ha dei sentimenti (Romani 8:26-27) e si può reagire contro di Lui come una Persona:
- Può essere contristato (Efesini 4:30; Isaia 63:10)
- Può essere bestemmiato (Ebrei 10:29; Matteo 12:31).
È ovvio che non si può bestemmiare contro una forza. La bestemmia contro lo Spirito Santo è il rifiuto della
grazia in modo ripetuto e ostinato nei confronti dell’Agente della Salvezza, lo Spirito Santo, appunto,
(Giovanni 16:8).
- Si può mentire contro di Lui (Atti 5:3)
Lo Spirito Santo agisce come una persona:
- Parla (Giovanni 16:13)
- Insegna (Giovanni 14:26)
- Contende (Genesi 6:3)
- Guida (Romani 8:14)
- Testimonia (Ebrei 10:15)
- Convince (Giovanni 16:8)
- Ama (Romani 15:30)
- Ha una volontà (1° Corinzi 12:11)
- Ha un’intelligenza (1° Corinzi 2:10-11)

 

I NOMI DELLO SPIRITO SANTO
a. “Paracletos” = il Consolatore, avvocato, uno che è accanto per essere di aiuto, difensore (Giovanni
14:16,17) . Egli è il nostro conforto.

b. Spirito di DIO: (Romani 8:14) esprime la sua Divinità
c. Spirito di CRISTO: (Romani 8:9; Filippesi 1:19) viene inviato nel nome di Gesù (Giovanni 14:26);
glorifica Cristo (Giovanni 16:14)

d. Spirito Santo: esprime la sua natura (è l’espressione più comune)
e. Spirito della Promessa: esprime il battesimo nello Spirito Santo(Atti 2:33)
f. Spirito della Verità: esprime il suo programma di rivelazione (Giovanni 15:26;16:13)
g. Spirito di Grazia: esprime l’opera verso il credente (Zaccaria 12:10; Ebrei 10:29).
h. Spirito di Vita: Egli dona la vita (Apocalisse 11:11; Ezechiele 37).
i. Spirito di adozione: esprime la partecipazione della natura divina di Cristo al credente nato di nuovo
(Romani 8:15,23).
N.B. = “Quando nella Bibbia si parla dei SETTE SPIRITI DI DIO, (Apocalisse 3:1) essi sono una descrizione
delle qualità che lo Spirito Santo ha in Sé (Isaia 11:2) [Spirito Eterno, di Sapienza, Intelligenza, Consiglio,
Forza, Conoscenza, Timore dell’Eterno].

 

GLI ATTRIBUTI DIVINI DELLO SPIRITO SANTO
- Nel Nuovo Testamento è chiamato Dio (Atti 5:3,4)
- È chiamato Signore (2° Corinzi 3:18)
- Possiede gli attributi assoluti di Dio:
- Eternità (Ebrei 9:14)
- Onnipotenza (Salmo 104:30; 1° Pietro 3:18)
- Onniscienza (1° Corinzi 2:10,11)
- Onnipresenza (Salmo 139:7-10)
- Spiritualità (Giovanni 4:24).
- Perfezione
- Santità (Atti 5:3)
- Amore (Galati 5:22; Ebrei 10:29)
- Fedeltà (Giovanni 16:13; 1° Giovanni 5:6)

 

I SIMBOLI DELLO SPIRITO SANTO
Le immagini che seguono e che sono descritte nella Bibbia, ci aiutano a comprendere il significato dell’azione
dello Spirito Santo e manifestano il Suo ministero nella vita della chiesa.
1. OLIO (Ebrei 1:9).
Oltre al significato emblematico dell’unzione che richiama la consacrazione e preparazione dei sacerdoti, l’olio
simboleggia l’abbondanza della vita cristiana, la letizia dei Figli di Dio.
Alcuni usi dell’olio si riferiscono ad esso come cibo, luce, lubrificazione, guarigione ed era usato per
ammorbidire la pelle. Così nell’ordine spirituale lo Spirito fortifica, illumina, libera, guarisce e calma l’anima.
Si potrebbe dire che l’idea del suo valore “medicinale” compare nella parabola del Buon Samaritano (Luca
10:34)
2. VENTO, SOFFIO (Giovanni 3:8).
L’impeto del Vento ci parla dell’opera di purificazione dello Spirito Santo e della sua potenza (Atti 2)
3. COLOMBA (Matteo 3:16).
Delicatezza, fedeltà (la Colomba è monogama!), sensibilità, dolcezza, innocenza.
La troviamo come guida e riferimento per Noè (Genesi 8.8-12). È presente al battesimo di Gesù ed è utilizzata
da Gesù come esempio di semplicità (Matteo 10:16).
4. ACQUA (Giovanni 7:38-39).
La potenza dello Spirito fa, in senso spirituale, ciò che l’acqua fa materialmente. Purifica, rinfresca, disseta,
ravviva..
L’acqua è un elemento essenziale indispensabile per la vita fisica; lo Spirito Santo è un elemento indispensabile
per la vita spirituale.
5. FUOCO (Atti 2:3).
Il fuoco ci parla di forza purificatrice, potenza (Matteo 3:11). Lo Spirito Santo viene paragonato al fuoco,
perché il fuoco riscalda, illumina, si propaga e purifica (Geremia 20:9; Salmo 12:6).

 

Nota di approfondimento sui simboli:
Caparra e Suggello

 

I SIMBOLI BIBLICI
6. SUGGELLO o SIGILLO è il pegno di proprietà". Questo simbolo richiama i seguenti pensieri:
Proprietà – L'impronta del sigillo implica una relazione con il proprietario del sigillo stesso ed è garanzia
certa di qualche cosa che gli appartiene. I credenti appartengono a Dio e si riconoscono in ciò a motivo dello
Spirito Santo che abita in loro. Era questo un uso comune in Efeso, ai giorni di Paolo. Un mercante andava al
porto, sceglieva del legname e lo stampigliava con il suo sigillo: un riconoscibile segno di proprietà. Più tardi
col suo sigillo, mandava al porto il suo servitore, il quale cercava il legname che recava il marchio
corrispondente.
Sicurezza – Lo Spirito Santo rafforza il senso della sicurezza e della certezza nel cuore del credente'''. Infatti:
"lo Spirito stesso attesta insieme col nostro spirito, che siamo figliuoli di Dio" (Romani 8:16).
7. CAPARRA e PEGNO – In realtà, nel testo originale queste due parole rappresentano soltanto un unico
termine che significava: "caparra, anticipo in denaro depositato dall'acquirente, anche a titolo di penale se
l'ac-quisto non era completato. Nell'uso comune, un pegno; era una garanzia di qualsiasi nature'''.
Quindi la caparra o pegno è un anticipo a garanzia di qualcosa. Infatti, una versione moderna così traduce 2
Corinzi 1:22: "Ora è Dio che ha reso noi e voi saldi in Cristo. Egli ci ha unto, ha messo il suo suggello di
proprietà su noi, ed ha messo il Suo Spirito nei nostri cuori quale deposito a garanzia di quanto deve ancora
venire".
Dai testi biblici citati e da quanto è stato finora detto, appare evidente uno stretto rapporto tra suggello e caparra
o pegno. Infatti, tutte e due le immagini sottolineano il fatto che mediante lo Spirito Santo i cristiani
posseggono un segno di proprietà, un deposito a garanzia in attesa di qualcosa di più grande che, deve ancora
concretizzarsi.
Altri testi biblici su questi due simboli
1. "Or Colui che con voi ci rende fermi in Cristo e che ci ha unti, è Dio, il quale ci ha pur segnati col proprio
sigillo, e ci ha data la caparra dello Spirito nei nostri cuori" (2 Corinzi 1:21,22).
2. "Or Colui che ci ha formati per questo stesso è Dio, il quale ci ha dato la caparra dello Spirito" (2 Corinzi
5:5)
3. "In Lui (Cristo) voi pure, dopo aver udito la parola della verità, l'evan-gelo della vostra salvazione, in Lui
avendo creduto, avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è pegno della
nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio s'è acquistati, a lode della sua gloria" (Efesini
1:13,14).
4. "Non contristate lo Spirito Santo di Dio col quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione" (Efesini
4:30).
5. "Ma pure il solido fondamento di Dio rimane fermo, portando questo sigillo: Il Signore conosce quelli che
son suoi... " (2 Timoteo 2:19).

 

Domanda:
Il suggello, la Caparra, il Pegno dello Spirito Santo sono simboli che si riferiscono alla rigenerazione o al
battesimo dello Spirito Santo?

 

QUANDO SI È "SUGGELLATI"?
Tutto il problema sorge nel determinare il momento in cui questo suggello o questa caparra vengono dati da
Dio.
Esistono due interpretazioni dei testi, soprattutto di Efesini 1:13 “In lui voi pure, dopo aver ascoltato la parola
della verità, il vangelo della vostra salvezza, e avendo creduto in lui, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo
che era stato promesso,”; si può anche tradurre "da Lui, avendo creduto, avete ricevuto il suggello dello Spirito
Santo che era stato promesso",
Alcuni affermano che Cristo Gesù suggella dopo aver creduto e perciò identificano il suggello col battesimo
nello Spirito Santo.
Altri, e sono la maggioranza, affermano invece che il suggello si riferisce all'opera dello Spirito Santo alla
rigenerazione.
Certamente la prima interpretazione è più bella e più sentimentale, soprattutto per quanti credono alla necessità
del battesimo nello Spirito Santo e quindi, ogni immagine che possa riferirsi a quella benedetta esperienza, è
sempre bene accolta.
Non bisogna dimenticare, però, che il battesimo nello Spirito Santo era la normale esperienza di tutti i credenti
del periodo apostolico, perciò non esisteva proprio il problema.

 

PROBLEMI DOTTRINALI CONNESSI
Bisogna riconoscere che accettare l'interpretazione secondo cui il suggello o la caparra si identificano col
battesimo nello Spirito Santo, crea una non indifferente difficoltà di carattere dottrinale.
Prima di tutto, se il "suggello" è sinonimo del battesimo nello Spirito Santo, il testo: "Non contristate lo Spirito
Santo di Dio col quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione" (Efesini 4:30) affermerebbe che chi
non è battezzato nello Spirito Santo non è salvato! Questa dottrina è totalmente in contrasto con tutto
l'insegnamento della Scrittura che fonda la salvezza sul perfetto ed unico sacrificio di Cristo in quanto i credenti
sono stati riscattati "col prezioso sangue di Cristo come l'agnello senza difetto né macchia" (1 Pietro 1:19).
Se il suggello o sigillo è íl segno di proprietà e di sicurezza, si identifica col battesimo dello Spirito Santo,
allora la certezza del credente non si fonderebbe sulla fede soltanto, ma anche su una esperienza con
manifestazione visibile.
Il concetto di caparra o pegno sarebbe riduttivo per il battesimo nello Spirito Santo in quanto rappresenterebbe
soltanto un anticipo, e non una "pienezza", ma una "effusione".
Inoltre, in 2 Corinzi 1:22 è detto: "... ci ha data la caparra dello Spirito nei nostri cuori".
Come è noto il battesimo nello Spirito Santo è la potenza che viene sul credente, mentre lo Spirito Santo viene
a dimorare nel credente alla rigenerazione o "nuova nascita".
In 1 Corinzi 1:21,22 oltre al sigillo e alla caparra si parla dell'unzione: "Or Colui che con voi ci rende fermi in
Cristo e che ci ha unti, è Dio." Come interpretare questa unzione? Le tre immagini, l'unzione, il sigillo e la
caparra si riferirebbero tutte al battesimo dello Spirito Santo?
Infatti notiamo: "Ci rende fermi in Cristo... ci ha unti ...ci ha pur segnati col proprio sigillo, e ci ha data la
caparra dello Spirito nei nostri cuori".
Nel testo originale "sigillo" o "suggello" denota un segno di proprietà e sicurezza come in Apocalisse 7:2 "il
suggello dell'Iddio vivente" e qui è collegato all'idea di destinazione ed identificazione come in Ezechiele 9:4:
"Passa in mezzo alla città ... e fa' un segno sulla fronte degli uomini che sospirano e gemono per tutte le
abominazioni che si commettono in mezzo di lei (...). In 2 Timoteo 2:19: "Il solido fondamento di Dio rimane
fermo, por-tando questo sigillo: il Signore conosce quelli che son suoi", indica proprietà – autenticità, sicurezza
e destinazione, e "Ritraggasi dall'iniquità chiunque nomini il nome del Signore" indica una ratifica da parte del
credente del determinato consiglio di Dio che lo riguarda'"'.
Questa analisi etimologica dei termini originali di suggello, caparra o pegno sembra sostenere l'interpretazione
che il "suggello" si ricolleghi alla nuova nascita in Cristo quando lo Spirito Santo viene a dimorare nel credente,
come "pegno" della nostra eredità futura in Cristo, e cioè la continua azione e potenza dello Spirito Santo nella
vita dei cristiani, fino ad ottenere l'eredità eterna.
Tuttavia, la cosa più importante è avere dinanzi il modello dell'era apostolica, quando l'esperienza dei credenti
non era frammentata in tante fasi spirituali successive, ma era piuttosto unica ed armonica. Questa permetteva
a tutti di essere partecipi di un'unica benedetta vita esuberante nello Spirito Santo.
Certamente, la soluzione, nella interpretazione di questi simboli dello Spirito Santo, è soltanto una: tutti i
cristiani hanno bisogno di un potente genuino battesimo nello Spirito Santo e piuttosto di preoccuparsi del
termine da usarsi è meglio desiderare ardentemente le esperienze profonde con Dio.

 

L'OPERA DELLO SPIRITO SANTO NELL'ANTICO TESTAMENTO
La dottrina dello Spirito Santo presenta 88 riferimenti nell’Antico Testamento che riguardano la Persona e
l’Opera dello Spirito Santo nella Sua attività di creazione e di azione verso l’umanità, mentre appare nella Sua
pienezza nel Nuovo Testamento con 276 riferimenti.
1. Troviamo lo Spirito Santo associato al Padre e al Figlio alla creazione dell’Universo (Genesi 1:2-3;
Salmo 33:6)
2. Nella creazione dell’Uomo (Genesi 1:26; Giobbe 33:4)
3. L’azione dello Spirito nei confronti degli uomini
- Cadeva eccezionalmente sugli uomini (Numeri 24:2)
- Cadeva per l’adempimento di compiti spirituali: (Esodo 31:3; Giudici 6:34 e 14:6,19)
- Si ritirava dopo la Sua azione, quindi non dimorava nelle persone (come con noi oggi), ma vi si appoggiava
solo nel tempo necessario all’opera da compiere (1° Samuele 16:14)
- Il peccato allontanava lo Spirito Santo (1° Samuele 16:14; Salmo 51:11).

 

L'OPERA ATTUALE DELLO SPIRITO SANTO
L’opera dello Spirito Santo ha come riferimento temporale un periodo che inizia dall’ascensione di Gesù con
la sua manifestazione dal giorno della Pentecoste e dura fino al ritorno del Signore.
Il ministero dello Spirito Santo si manifesta in tre direzioni:
1. IN RELAZIONE AL SIGNORE GESÙ CRISTO:
Lo rappresenta e ne fa le veci (Ebrei 9:24; Matteo 18:20)
Esegue il suo programma (Giovanni 14:12)
Prepara la sua Sposa (1° Giovanni 3:2; Apocalisse 19:7-9)
2. IN RELAZIONE AL MONDO
Convince quanto al peccato (Giovanni 16:8-11)
Salva e rigenera il peccatore (Giovanni 3:3-7).
Triplice azione dello Spirito Santo nella salvezza = Pentimento, Giustificazione, Santificazione.
3. IN RELAZIONE AL CREDENTE
Il credente, dopo l’esperienza della nuova nascita, diventa la dimora stabile dello Spirito Santo (1° Corinzi
3:16; 6:19).
Rigenera (Giovanni 3:3-16). Porta cioè una vita nuova, diversa, spirituale nel credente (Giovanni 14:17 e 20:22
confr. Genesi 2:7).
Dona la vittoria sulla carne (Romani 8:2-4).
Dona libero accesso e quindi Comunione con Dio (Efesini 2:18).
Crea il carattere di Cristo (Galati 5:22,23).
Sospinge e ispira la preghiera (Efesini 6:18).
Crea armonia e comunione tra il popolo di Dio (Atti 2:46).

 

IL BATTESIMO NELLO SPIRITO SANTO
E’ bene precisare che la definizione "Battesimo nello Spirito Santo" non si trova espressa esplicitamente nel
Nuovo Testamento, ma è stata coniata per definire l'esperienza fatta dal credente, distinta e susseguente a
quella della "nuova nascita" in Cristo, e simile a quella realizzata dai discepoli del Signore il giorno della
Pentecoste.
La Scrittura indica quest'esperienza biblica e dinamica con espressioni diverse:

 

a. Spandere lo Spirito Santo
- "... Spanderò il mio Spirito sopra ogni carne ..." (Gioele 2:28).
- "... Spanderò in quei giorni il mio Spirito ..." (Gioele 2:29).
- "... Finché su noi sia sparso lo Spirito dall'alto" (Isaia 32:15).
- "... Spanderò il mio Spirito sulla tua progenie ..." (Isaia 44:3).

 

b. Battezzare con lo (nello) Spirito Santo e con (nel) fuoco "'
- "... Battezzerà con lo Spirito Santo e con fuoco ..." (Matteo 3:11).
- "... Battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco ..." (Luca 3:16).

 

c. Battezzare con lo (nello) Spirito Santo "'
- "... Battezzerà con lo Spirito Santo ..." (Marco 1:8).
- "... Quel che battezza con lo Spirito Santo ..." (Giovanni 1:33).
- "Sarete battezzati con lo Spirito Santo ..." (Atti 1:5).
- "... Sarete battezzati con lo Spirito Santo ..." (Atti 11:16).

 

d. La promessa del Padre
- "... quello che il Padre mio ha promesso ..." (Luca 24:49).
- "... la promessa del Padre ..." (Atti 1:4).

 

e. Il dono dello Spirito Santo
- "... Riceverete il dono dello Spirito Santo ..." (Atti 2:38).
- "... il dono dello Spirito Santo ..." (Atti 10:45).
- "... Se dunque Iddio ha dato a loro lo stesso dono" (Atti 11:17).

 

f. Rivestimento di potenza
- "... Dall'alto siate rivestiti di potenza ..." (Luca 24:49).
- "... Riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi ..." (Atti 1:8).

 

g. Ricevere lo Spirito Santo
- "... Essi ricevettero lo Spirito Santo" (Atti 8: Ì7).
- "... Che colui al quale io imponga le mani riceva, lo Spirito Santo" (Atti 8:19).
- "... Hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi stessi?" (Atti 10:47).
- "... Riceveste lo Spirito Santo quando credeste?" (Atti 19:2).

 

h. Discendere dello Spirito Santo
- "... Lo Spirito Santo cadde su tutti coloro che udivano la Parola" (Atti 10:44).
- "... Lo Spirito Santo scese su loro, com'era sceso su noi da principio" (Atti 11:15).
- "... E dopo che Paolo ebbe loro imposto le mani, lo Spirito Santo scese su loro, e parlavano in altre lingue, e
profetizzavano" (Atti 19:6).

 

i. Dare lo Spirito Santo
– "... dando lo Spirito Santo a loro, come a noi; e non fece alcuna differenza fra noi e loro ..." (Atti 15:8).

 

LA CONFERMA DELL’ESPERIENZA DEL BATTESIMO NELLO SPIRITO SANTO
Lo Spirito Santo è promesso nell'Antico Testamento:
"E, dopo questo, avverrà che io spanderò il Mio Spirito sopra ogni carne, e i vostri figliuoli e le vostre figliuole
profetizzeranno, i vostri vecchi avranno dei sogni, i vostri giovani avranno delle visioni. E anche sui servi e
sulle serve, spanderò in quei giorni il Mio Spirito" (Gioele 2:28,29).
Lo Spirito Santo è promesso nel Nuovo Testamento:

 

a. La testimonianza di Giovanni il Battista
"Ben vi battezzo io con acqua, in vista del ravvedimento; ma Colui che viene dietro a me è più forte di me, ed
io non son degno di portarGli i calzari; Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e con fuoco" (Matteo 3:11);
"Io vi ho battezzati con acqua, ma Lui vi battezzerà con lo Spirito Santo" (Marco 1:8);
"Giovanni rispose, dicendo a tutti: Ben vi battezzo io con acqua; ma vien Colui che è più forte di me, al quale
io non son degno di sciogliere il legaccio dei calzari. Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco" (Luca
3:16);
"E io non Lo conoscevo; ma appunto perché Egli sia manifestato ad Israele, son io venuto a battezzar con
acqua. E Giovanni rese la sua testimonianza, dicendo: Ho veduto lo Spirito scendere dal cielo a guisa di
colomba, e fermarsi su di Lui. E io non Lo conoscevo; ma Colui che mi ha mandato a battezzare con acqua,
mi ha detto: Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quel che battezza con lo Spirito Santo"
(Giovanni 1:31-33).

 

b. La promessa di Cristo stesso.
"Ed ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso; quant'è' a voi, rimanete in questa città, finché
dall'alto siate rivestiti di potenza" (Luca 24:49);
"E trovandosi con essi, ordinò loro di non dipartirsi da Gerusalemme, ma di aspettarvi il compimento della
promessa del Padre, la quale, Egli disse, avete udita da Me. Poiché Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi
sarete battezzati con lo Spirito Santo fra non molti giorni………Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito
Santo verrà su voi, e Mi sarete testimoni e in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità
della terra" (Atti 1:4-8).

 

c. La conferma dell’Apostolo Pietro.
"E anche sui miei servi e sulle mie serventi, in quei giorni, spanderò del. mio Spirito, e profeteranno” (Atti
2:18).
"Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati, e
voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Poiché per voi è la promessa, e per i vostri figliuoli, e per tutti quelli
che son lontani, per quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà" (Atti 2:38-39).

 

d. Il caso dei Samaritani
“Allora gli apostoli, che erano a Gerusalemme, saputo che la Samaria aveva accolto la Parola di Dio,
mandarono da loro Pietro e Giovanni. 15 Essi andarono e pregarono per loro affinché ricevessero lo Spirito
Santo; infatti non era ancora disceso su alcuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore
Gesù. Quindi imposero loro le mani, ed essi ricevettero lo Spirito Santo. (Atti 8:13-17).

 

e. Il caso di Paolo
"E Anania se ne andò, ed entrò in quella casa; e avendogli imposte le mani, disse: Fratello Saulo, il Signore,
cioè Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale tu venivi, mi ha mandato perché tu ricuperi la vista e sii
ripieno dello Spirito Santo" (Atti 9:17).
"Io ringrazio Dio che parlo in altre lingue più di tutti voi" (1 Corinzi14:18).

 

f. Il caso di Cornelio.
«Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo cadde su tutti coloro che udivano la Parola. E tutti i credenti
circoncisi che erano venuti con Pietro, rimasero stupiti che il dono dello Spirito Santo fosse sparso anche sui
Gentili; poiché li udivano parlare in altre lingue, e magnificare Iddio" (Atti 10:44-46).

 

g. Il caso dei discepoli di Efeso
«Riceveste voi lo Spirito Santo quando credeste? Ed essi a lui: Non abbiamo neppur sentito dire che ci sia lo
Spirito Santo. Ed egli disse loro: Di che battesimo siete dunque stati battezzati? Ed essi risposero: Del
battesimo di Giovanni. E Paolo disse: Giovanni battezzò col battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo
che credesse in Colui che veniva dopo di lui, cioè, in Gesù" (Atti 19:2-4).

 

h. La testimonianza di milioni di credenti
Se l'attuale esperienza che i cristiani fanno del battesimo nello Spirito Santo fosse soltanto fondata su un fattore
emotivo, bisognerebbe spiegare come questo grande risveglio cristiano, sorto spontaneamente in diverse parti
del mondo all'inizio del nostro secolo, continui ancora oggi a rappresentare un movimento cristiano evangelico
che conta oggi oltre sessantadue milioni di credenti sparsi in tutte le parti del nostro pianeta.
Centinaia di migliaia di comunità cristiane, composte da credenti fedeli alla Parola di Dio e attivi nell'opera di
evangelizzazione come pure opere sociali di vario genere (asili, orfanotrofi, centri di riabilitazione per
tossico-dipendenti, case di riposo per anziani, ecc.), riaffermano praticamente l'attualità del messaggio
dell'Evangelo nella società moderna.
Il battesimo nello Spirito Santo è ancora oggi la "Promessa del Padre" ed è una realtà. La promessa è per chi
ritiene di appartenere al numero di "quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà" (Atti 2:39).

 

L'EVIDENZA INIZIALE DEL BATTESIMO NELLO SPIRITO SANTO UN PRINCIPIO BIBLICO
Nel Nuovo Testamento ogni esperienza fondamentale della vita cristiana si manifesta ín modo evidente per
cui c'è una testimonianza "interiore" ed una "esteriore".
Prendiamo ad esempio l'esperienza della "rigenerazione" o "nuova nascita", che si identifica con la conversione
a Dio la quale si realizza "interiormente" con la liberazione dal senso di colpa, con la certezza della vita eterna
e la testimonianza dello Spirito Santo "che testimonia al nostro spirito che siamo figliuoli di Dio" (Romani
8:16), ma si manifesta anche "esteriormente" con una esistenza trasformata dalla potenza di Dio, con un
mutamento di interessi, di carattere e di scopi.
Così per il battesimo dello Spirito Santo. Il Nuovo Testamento dimostra che è una esperienza definita sia a
livello "interiore" che "esteriore", sia per colui che la riceve che per coloro che assistono al verificarsi
dell'evento.

 

           a. Segno interiore: “Pienezza dello Spirito Santo”
          b. Segno esteriore: “Glossolalia – parlare in altre lingue”

 

a) Il giorno della Pentecoste
"E come il giorno della Pentecoste fu giunto, tutti erano insieme nel medesimo luogo. E di subito si fece dal
cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, ed esso riempì tutta la casa dov'essi sedevano. E apparvero
loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e se ne posò una su ciascuno di loro. E tutti furono ripieni
dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d'esprimersi"
(Atti 2:1-4).
La promessa universale del "dono dello Spirito Santo" è inequivocabilmente collegata al fatto che il "parlare
in altre lingue" sia l'evidenza iniziale di questo "dono". Infatti, l'Apostolo Pietro lo confermerà in seguito
dicendo: "... Lo Spirito Santo scese su loro, com'era sceso su noi da principio" (Atti 11:15).

 

b) I credenti di Samaria
Filippo aveva predicato Cristo nella città di Samaria e molti avendo creduto all'Evangelo "furono battezzati".
"Or gli apostoli ch'erano a Gerusa-lemme, avendo inteso che la Samaria aveva ricevuto la parola di Dio, vi
mandarono Pietro e Giovanni. I quali, essendo scesi là, pregarono per loro affinché ricevessero lo Spirito
Santo... Allora imposero loro le mani, ed essi ricevettero lo Spirito Santo. Or Simone, vedendo che per
l'imposizione delle mani degli apostoli era dato lo Spirito Santo, offerse loro del danaro..." (Atti 8:
14,15,17,18).
In questo caso non è indicata la manifestazione del battesimo nello Spirito Santo, ma l'astuta ed interessata
richiesta di Simone prova che certamente v'era stata un'evidenza esteriore.

 

c) L'esperienza dell'Apostolo Paolo
La conversione di Saulo da Tarso e la sua esperienza dello Spirito Santo, come parte dell'adempimento del
mandato divino al cristiano Anania, rivelano che la "pienezza dello Spirito" si manifestò nell'apostolo Paolo
con il segno delle lingue, delle quali parla circa venti anni dopo, quando, scrivendo ai cristiani di Corinto,
afferma: "Io ringrazio Dio che parlo in altre lingue più di tutti voi" (1 Corinzi 14:18).

 

d) I credenti di Cesarea
Nel caso di coloro che si erano riuniti in casa di Cornelio, centurione romano, per ascoltare il messaggio
cristiano di Pietro, è detto: "Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo cadde su tutti coloro che udivano la
Parola. E tutti i credenti circoncisi che erano venuti con Pietro, rimasero stupiti che il dono dello Spirito
Santo fosse sparso anche sui Gentili, poiché li udivano parlare in altre lingue, e magnificare Iddio" (Atti
10:44-46).

 

e) I credenti di Efeso
Anche in questo caso i credenti, dopo aver accettato Gesù Cristo come personale Salvatore e Signore ed avere
suggellato la propria fede in Lui con il battesimo cristiano, ricevettero lo Spirito Santo, ed a questo proposito
è detto: "...furono battezzati nel nome del Signor Gesù; e dopo che Paolo ebbe loro imposto le mani, lo Spirito
Santo scese su loro, e parlavano in altre lingue, e profetizzavano" (Atti 19:5-6). Anche in questo caso dunque
il "parlare in altre lingue" viene indicato come l'evidenza iniziale del battesimo nello Spirito Santo.
Su cinque casi descritti, tre affermano chiaramente che il segno del "parlare in altre lingue" accompagna
l'esperienza del "dono dello Spirito Santo". Negli altri due casi e cioè, il primo, quello di Paolo, ci viene data
una conferma tardiva, circa venti anni dopo, dall'apostolo stesso quando scrive ai cristiani di Corinto; il
secondo, invece, il caso dei Samaritani, invece rimarrebbe dubbio, ma sussistono almeno delle ragioni
logicamente valide per credere che anch'essi parlarono in altre lingue.
Abbiamo esaminato soltanto il libro degli Atti degli Apostoli, ma non si può dimenticare quanto il Signore
stesso ha affermato in Marco capitolo 16: "Or questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno
creduto:... parleranno in lingue nuove;..." (v.17).
Una precisazione conclusiva importante è che il "parlare in altre lingue come lo Spirito dà d'esprimersi" è
soltanto l'evidenza iniziale del battesimo nello Spirito Santo, ma esiste una evidenza pratica continua che si
manifesta con una condotta etica e morale che esprime totale fedeltà agli insegnamenti di Cristo così come
sono espressi nella Sacra Scrittura.

 

I SETTE BATTESIMI
Nel Nuovo Testamento appaiono sette diversi battesimi. Riportiamo versi biblici più significativi che ne
rivelano la natura.

 

1. Il battesimo di Giovanni
- ".:. Ed erano battezzati da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati ..." (Matteo 3:6).
- "... Predicando un battesimo di ravvedimento per la remissione dei peccati" (Matteo 1:4).
- "... sono venuto a battezzare con acqua ..." (Giovanni 1:31).
I versi biblici riguardanti il battesimo di Gesù da parte di Giovanni insegnano la verità relativa alla Sua
identificazione con l'uomo peccatore.
- "Allora Gesù... si recò... da Giovanni per essere da lui battezzato" (Matteo 3:13).
- “fu battezzato da Giovanni nel Giordano" (Marco 1:9).
-"... essendo Gesù stato battezzato ..." (Luca 3:21).

 

2. Il battesimo dei discepoli
- "...Gesù... quivi... battezzava" (Giovanni 3:22).
- "... Egli faceva e battezzava più discepoli di Giovanni (quantunque non fosse Gesù che battezzava, ma i suoi
discepoli)" (Giovanni 4:1-2).
- "Colui che mi ha mandato a battezzare con acqua, mi ha detto: Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e
fermarsi è quel che battezza con loSpirito Santo" (Giovanni 1:33).

 

3. Il battesimo nella sofferenza
- "Ma v'è un battesimo del quale ho da esser battezzato; e come sono angustiato finché non sia compiuto!"
(Luca 12:50).

 

4. Il battesimo nella nuvola e nel mare
- "... tutti furon battezzati, nella nuvola e nel mare, per essere di Mosè" (1 Corinzi 10:2).

 

5. Il battesimo cristiano
- "Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e della Spirito
Santo, insegnando loro d'osservare tutte quante le cose che v'ho comandate" (Matteo 28:19).
- "Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato" (Marco
16:16).
- "Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati, e
voi riceverete il dono dello Spirito Santo" (Atti 2:38).
- "Alla qual figura corrisponde il battesimo (non il nettamento delle sozzure della carne ma la richiesta di una
buona coscienza fatta a Dio)" (1 Pietro 3:21).

 

6. Il battesimo nel Corpo di Cristo
- "Infatti noi tutti siamo stati battezzati in un unico Spirito per formare un unico corpo, Giudei e Greci, schiavi
e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito. (1 Corinzi 12:13).
- "Voi tutti che siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo" (Galati 3:27).

 

7. Il battesimo nello Spirito Santo
- "... Sarete battezzati con lo Spirito Santo ..." (Atti 1:5).
- "... Sarete battezzati con lo Spirito Santo" (Atti 11:16).
Il termine battesimo (in greco, baptismos) significa immergere, sommergere o seppellire, qualunque sia
l'elemento usato.

 

TRE BATTESIMI OGGI
Se si considerano attentamente i sette battesimi indicati precedentemente, si noterà che i primi quattro si
riferiscono all'antico patto, prima della morte e resurrezione di Gesù. Nella dispensazione attuale, quella della
grazia, invece, sussistono gli ultimi tre.

 

Il battesimo nel Corpo di Cristo: "il battesimo da un unico Spirito per formare un unico corpo" (1 Corinzi
12:13), si riferisce alla salvezza ed è l’opera dello Spirito Santo, che immerge (rende) il credente parte del
Corpo di Cristo che è la Chiesa

 

Il battesimo in acqua è la testimonianza del ravvedimento e della vita nuova in Cristo. È la "confessione"
della conversione a Cristo, avvenuta per l'azione dello Spirito Santo a seguito della predicazione dell'Evangelo.

 

Il battesimo nello Spirito Santo è l'immersione del credente nello Spirito Santo. Un'esperienza questa,
susseguente a quella della salvezza, e che ha lo scopo di rendere i credenti ripieni dello Spirito di Dio per
essere da Lui controllati e potenziati, per testimoniare nel mondo con una vita di santità e fedeltà a Cristo e
all'Evangelo.

 

I DONI E MINISTERI
Nei testi originali del Nuovo Testamento, vengono usati tre diversi termini che sono tradotti
indistintamente con “dono”; Essi sono:

 

DOREA:

dono, presente, regalo, lascito, donazione. I seguenti passi ci illustrano l’uso di
questa parola, essi ci parlano del “regalo” di Dio, del Suo lascito. Atti 2:38; 8:20; 10:45;
11:16-17.
Passi che riguardano il “dono” della salvezza: Giovanni 4:10; Romani 5:15-17; 2 Corinzi
9:15; Efesini 3:7; 4:7; Ebrei 6:4.

 

MERISMOS:

divisione, distribuzione, partizione; al plurale parti assegnate. Si trova
solamente in Ebrei 2:4; che la Versione Diodati meglio traduce: “...e distribuzioni di Spirito
Santo.”

 

CARISMA:

grazia, dono divino, facoltà, capacità, abilità; è quindi una facoltà distribuita,
una capacità o abilità donata: Romani 1:11; 5:16; 6:23; 1 Corinzi 1:7; 7:7; 1 Timoteo 4:14; 2
Timoteo 1:6.
I primi due termini si riferiscono alle normali esperienze spirituali, comuni a tutti i credenti, essi sono
i “regali” che Dio largisce ad ogni membro della Sua Chiesa. Mentre i carismi sono delle facoltà che
lo Spirito Santo distribuisce ed usa come Lui vuole in particolari momenti.
Secondo Atti 2:38, un “regalo” che Dio fa ai credenti che lo richiedono, è il Battesimo nello Spirito
Santo.

 

IL CARISMA
Mentre il segno delle lingue è il segno iniziale del battesimo nello Spirito Santo, il carisma si riceve
dopo e serve per l’edificazione della Chiesa locale. È bene notare le differenze che ci sono fra i carismi
e il frutto dello Spirito Santo.

 

CARISMA DELLO SPIRITO SANTO
a. Si riceve dopo il Battesimo nello Spirito Santo.
b. Si manifesta episodicamente.
c. Si riferisce al servizio cristiano.

 

FRUTTO DELLO SPIRITO SANTO (Galati 5:22) “Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia,
pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo;“
a. È dato alla salvezza.
b. Deve svilupparsi continuamente.
c. Si riferisce al carattere cristiano.
Frutto e carismi dello Spirito Santo devono armonizzarsi ed essere tra loro in equilibrio. (1 Corinzi
12:31). La via del frutto è “la via per eccellenza” per giungere ai carismi e poterli ben esercitare.
Nei capitoli 12, 13 e 14 della 1 Corinzi, l’apostolo Paolo ci mostra molto bene l’equilibrio che deve
esistere fra frutto e carismi dello Spirito Santo. Nel cap.12 fa l’elenco dei carismi, nel capitolo 13
parla della più alta manifestazione del Frutto dello Spirito: l’amore, nel cap.14 dà le istruzioni per il
carisma più comune, cioè quello delle lingue.
Quindi l’apostolo mette l’amore al centro, proprio perché i carismi si devono manifestare
nell’atmosfera, con l’ausilio del Frutto dello Spirito Santo. Senza questo, i carismi non possono essere
esercitati nel modo migliore, è proprio il frutto, infatti, che regola l’uso dei carismi.
Il carisma può essere svalorizzato o limitato, da colui che lo esercita male senza sensibilità spirituale,
bisogna invece agire con estrema delicatezza perché trattiamo con le cose di Dio.

 

I CARISMI E LA CHIESA
Quando si parla di “chiesa” bisogna fare una puntualizzazione, sulla base del diverso significato dei
termini originali:

 

EKKLESIA: Assemblea, gruppo di chiamati fuori, appartati. Indica anche e specialmente il lato
istituzionalizzato della Comunità.

 

KOINONIA: Comunità, termine usato nel Nuovo Testamento per indicare il lato partecipazionale,
che coinvolgeva tutti, della Chiesa. C’è da dire anche che questo termine significa anche comunione.
Nota: La chiesa primitiva realizzava la comunanza dei beni il cui principio é “niente è mio tutto è nostro”.
Non era un principio dottrinale insegnato nel Nuovo Testamento, ma la reazione all’esasperata attesa del
ritorno di Cristo ritenuta imminente. La comunanza venne interrotta dall’esaurimento dei beni comunitari e
dalla persecuzione. Essi dimenticavano che il cristiano non vive e non deve vivere separato dalla realtà.
Nel capitolo 12 della 1 Corinzi, vv. 4-6 “Ora vi è diversità di doni, ma vi è un medesimo Spirito. 5 Vi è
diversità di ministeri, ma non v'è che un medesimo Signore. 6 Vi è varietà di operazioni, ma non vi è che un
medesimo Dio, il quale opera tutte le cose in tutti.” notiamo la Trinità all’opera per il bene della chiesa:
1. Lo Spirito Santo distribuisce i.........CARISMI (Carismata)
2. Gesù, il Signore glorificato, distribuisce i..............................MINISTERI (Diakonia)
3. Dio Padre compie le.....................OPERAZIONI (Energemata = Operazioni) Effetti miracolosi;
In 1 Corinzi 12:28 “E Dio ha posto nella chiesa in primo luogo degli apostoli, in secondo luogo dei profeti,
in terzo luogo dei dottori, poi miracoli, poi doni di guarigioni, assistenze, doni di governo, diversità di
lingue.” si riferisce al carisma delle lingue, non al segno, infatti questo contesto parla delle diverse funzioni
del Corpo di Cristo.
Le parole “in primo luogo”, “in secondo luogo”, “in terzo luogo”, usate in 1 Corinzi 12:28, non indicano una
scala gerarchica dei ministeri, ma solamente una successione cronologica.
Nel Nuovo Testamento, quando si parla di ministerio ci si riferisce sempre alla persona che lo esercita, mentre
quando si parla dei carismi ci si riferisce all’uso degli stessi. Questo per evidenziare il carisma e non chi lo
esercita.

 

I CARISMI SONO IMPERSONALI, I MINISTERI SONO PERSONALIZZATI.
Ci esprimiamo in modo improprio quando diciamo: “quel fratello ha il dono di profezia”, o interpretazione
etc., perché “Lo Spirito Santo distribuisce i doni a ciascuno in particolare come Egli vuole” (1 Corinzi12:11).
Per il ministerio la cosa è differente. Il chiamato a ministerio dovrebbe sempre essere disposto ad esercitare
la funzione che Dio lo ha invitato a svolgere, in ogni momento, senza condizioni, perché ciò dipende da lui
in quanto il Signore gli ha fornito la forza per svolgere il compito.
Se ministerio e carisma fossero la stessa cosa, sarebbero ambedue estemporanei, e quindi il predicatore
potrebbe esimersi da ogni impegno di preparazione e di studio privato. Egli infatti, non è un comunicatore
passivo di infallibilità, ma un onesto proclamatone di quello che è stato capace di afferrare dal suggerimento
dello Spirito di Dio. Nella preparazione e presentazione del messaggio della Parola di Dio, il predicatore deve
predisporsi per ricevere e dare ciò che lo Spirito Santo gli suggerisce in quei momenti.
Notiamo alcune differenze sostanziali fra carisma e ministerio:

 

CARISMI
a. Sono distribuiti dallo Spirito Santo, 1 Corinzi12:4
b. Servono per la Comunità locale. 1 Corinzi12:1; 14:23.
c. Sono comuni e impersonali, 1 Corinzi 11:4,5; Atti 2:17,18, 1 Corinzi 14:24,31

 

MINISTERI
a. Sono dati dal Signore glorificato Efesini 4:8-12.
b. Servono per la Chiesa universale. Efesini 4:8-12
c. Sono dati ad alcuni e sono personalizzati
Nota: I movimenti settari tolgono la pluralità alla Chiesa di Cristo. Essi sono, in genere, formati da “illuminati”,
che si ritengono l’elite, i privilegiati fra il popolo di Dio. La Sacra Scrittura, invece, non fa differenze di tipo
qualitativo fra cristiani. Essa insegna che in seno alla Comunità ci sono uomini che vivono la loro normale
esistenza cristiana con impegno e fedeltà a Dio .

 

LO SCOPO DEI CARISMI
Lo scopo dei carismi è quello di dare potenza alla KOINONIA (Atti 14:3), con segni e manifestazioni
eccezionali, in modo da rafforzare la comunione dei credenti. Lo Spirito Santo dà queste manifestazioni a chi
vuole e fra coloro che sono stati rigenerati e battezzati nello Spirito Santo (Giov.14:17; Atti 1:8 con 19:6).
I nove carismi si possono raggruppare in tre parti:
Ripetiamo: I CARISMI sono distribuiti dallo Spirito Santo, servono per la comunità locale, sono comuni ed
impersonali.
1 Corinzi 12:8-10 “Infatti, a uno è data, mediante lo Spirito, parola di sapienza; a un altro parola di
conoscenza, secondo il medesimo Spirito; a un altro, fede, mediante il medesimo Spirito; a un altro, doni di
guarigione, per mezzo del medesimo Spirito; a un altro, potenza di operare miracoli; a un altro, profezia; a
un altro, il discernimento degli spiriti; a un altro, diversità di lingue e a un altro, l'interpretazione delle
lingue;”
I nove carismi sono raggruppabili in tre gruppi:

 

a) Potenza per conoscere in modo soprannaturale;
1. Parola di Conoscenza;
2. Parola di Sapienza;
3. Discernimento degli spiriti

 

b) Potenza per operare in modo soprannaturale
4. Fede;
5. Guarigioni;
6. Miracoli;

 

c) Potenza per parlare in modo soprannaturale
7. Profezia;
8. Lingue o Glossolalia
9. Intepretazione delle lingue

 

     1. La parola di sapienza.
La Parola di Sapienza è quella capacità che viene da Dio e che dà la parola giusta nei momenti opportuni o in
casi di emergenza.
Essa indica anche l’abilità di interpretare sogni e di dare saggi consigli (Atti 7:10);
Nello scoprire il significato di qualche rivelazione o di qualche visione (Apocalisse 13:18; Apocalisse 17:9);
Capacità nell’amministrazione della comunità (Atti 6:3);
Una devota prudenza usata nel trattare con coloro che sono fuori della Chiesa (Colossesi 4:5);
Nei momenti in cui si devono prendere decisioni (sia individuali sia di gruppo di preghiera);
Nei momenti in cui cerchiamo consigli - quando cioè una persona presenta i fatti ad un'altra per chiederle aiuto
e risolvere una difficoltà.
Nei momenti di crisi - che si tratti di crisi personali o di chiesa, le parole date da Dio potranno sanare la
situazione o fornire la guida necessaria.

 

     2. La parola di conoscenza
Con il termine conoscenza non si intende in questo caso tutto ciò che riguarda il bagaglio umano di cultura
appreso mediante lo studio, l’intelligenza o gli sforzi di volontà. Neanche la conoscenza di Dio che possiamo
acquistare mediante lo studio della teologia o della filosofia.
Questo è un dono che arriva all’intelligenza per rivelazione diretta da parte dello Spirito Santo. Quindi si
intende una conoscenza intellettuale, interiore, non necessariamente espressa a parole. Una conoscenza che è
entrata nel pensiero, non attraverso le vie normali del ragionamento o della percezione, ma per mezzo di una
rivelazione. Si tratta di una rivelazione soprannaturale relativa a situazioni, fatti, eventi passati, presenti, o
futuri che non siano conosciuti con mezzi umani. E’ un frammento dell’onniscienza di Dio, rivelato alla nostra
intelligenza, relativo ad un fatto determinato. Una diagnosi che Dio fa di un fatto, di un problema, di uno stato
d’animo, di una situazione e che comunica alla nostra mente.

 

Precisazione
Col dono della conoscenza, infatti, ci viene esposto il quadro della situazione; col dono della sapienza il
Signore ci rivela quale deve essere il nostro comportamento nella specifica situazione.
Il dono della conoscenza è una pura informazione soprannaturale; il dono della sapienza suggerisce lo sviluppo
pratico che ne deve seguire.
Col dono della conoscenza lo Spirito Santo ci fa vedere, con il dono della sapienza ci muove ad agire.
La conoscenza ci dà, per dir così, il materiale grezzo; la sapienza lo adopera per la costruzione.
È un dono di Dio; quindi non è quella sapienza umana che è frutto d’intelligenza e di esperienza consumata.
È una manifestazione dello Spirito; perciò non è abilità umana, o quella che è sinonimo di scaltrezza, furbizia,
tatto, diplomazia.

 

     3. Il discernimento degli spiriti
Discernere significa distinguere tra cose diverse e contrarie. Tuttavia non si tratta di un giudizio o un’opinione
che formuliamo sulla bontà o cattiveria di persone od eventi visti alla luce della nostra fede o delle nostre
conoscenze. Non è una conclusione dettata dalla nostra competenza o dalla nostra intuizione. E’ invece un
dono soprannaturale, datoci dallo Spirito Santo, in determinate circostanze, che ci rende capaci di giudicare
se, in una data persona o in un certo ambiente, vi è lo Spirito di Dio che agisce, vi è lo spirito umano o vi sono
invece degli spiriti maligni.
È il dono che ci apre gli occhi sul mondo dell’invisibile. È un’illuminazione soprannaturale. Non è quindi un
giudizio temerario o sospetto che pronunciamo sulle persone magari basandosi sugli atteggiamenti ed i
comportamenti esteriori.
Non vengono pronunciati giudizi su talune manifestazioni esterne, ma veniamo a conoscenza dell’origine di
queste manifestazioni. Non vengono giudicati gli uomini, ma quel che negli uomini è da Dio, o falsamente
pretende di esserlo.
Un celebre esempio riguarda l’esperienza di Paolo durante uno dei suoi viaggi missionari a Filippi: “Mentre
andavamo al luogo di preghiera, incontrammo una serva posseduta da uno spirito di divinazione. Facendo
l'indovina, essa procurava molto guadagno ai suoi padroni. 17 Costei, messasi a seguire Paolo e noi, gridava:
«Questi uomini sono servi del Dio altissimo, e vi annunciano la via della salvezza». 18 Così fece per molti
giorni; ma Paolo, infastidito, si voltò e disse allo spirito: «Io ti ordino, nel nome di Gesù Cristo, che tu esca
da costei». Ed egli uscì in quell'istante.” (Atti 16:16-18).
È la capacità di valutare, discernere e discriminare l’origine, gli scopi e le azioni spirituali. A volte, per mezzo
di questo dono, lo Spirito Santo ci preserva dal cadere nelle trappole di persone astute, seducenti e senza
scrupoli.
Anche con l’aiuto fornito dal carisma suddetto possiamo distinguere tre tipi di influenze:

 

1. L’influenza preternaturale diabolica.
Si esplica in differenti maniere:
A. Con spiriti seduttori, 1 Timoteo 4:1,2.
B. Con spiriti di menzogna, 1 Re 22:19-28.
C. Con spiriti immondi, Marco1:23
D. Con spiriti maligni, Luca 7:21.
E. Con spiriti di infermità, Luca 13:11-15. Qui si potrebbe trattare delle malattie psicosomatiche, cosiddette
perché riferite al tempo stesso all’attività della psiche e alla funzionalità degli apparati somatici. “Spirito di
infermità”, forse uno spirito che opprime la mente al punto da far produrre nel fisico reazioni negative e
malattie. Chiaramente non tutte le malattie sono risultato di “spiriti di infermità”.
Tali “spiriti” fanno parte del sistema diabolico menzionato in Efesini 6:12.

 

2. L’influenza umana (naturale):
È quell’influenza che non evidenzia l’azione demoniaca bensì le attitudini negative dello spirito umano:
A. Spirito di gelosia, Numeri 5:14.
B. Spirito di stordimento, di vertigine, di mancanza di equilibrio, Isaia 19:14.
C. Spirito di prostituzione, Osea 41:12. Indica l’atto del mettersi in vendita, di lasciarsi plagiare, di tradire;
scaturisce da una posizione mentale che fa dipendere dalle scelte altrui.
D. Spirito di torpore, Isaia 29:10.
E. Spirito di giudizio, Luca 9:54-56 (Diodati).
Il carisma del discernimento degli spiriti non è la capacità naturale a comprendere o discernere le persone. Non
deve essere confuso con il comune discernimento spirituale che tutti i credenti acquisiscono con il progresso
della esperienza cristiana.
L’uso del carisma del discernimento degli spiriti:
1. Serve a scoprire, sconvolgere e sconfiggere i piani dell’avversario, Atti 8:20,21; 13:10.
2. Serve a provare gli spiriti, 1Giovanni 4:1-3.
3. Serve a discernere i cuori, 2Timoteo3:1-5.
4. Serve a distinguere la verità dall’errore, 2 Pietro 2:1
5. Serve a intuire immediatamente, senza elaborazione mentale o meditazione, ciò che non si potrebbe
comprendere o intuire umanamente, 2 Corinzi 11:14,15.

 

     4. Dono di fede
Alcuni traducono il testo di 1 Corinzi12:9 con: “FEDE SPECIALE” e altri: “FEDE MIRACOLOSA”.
Non si deve confondere questa fede con la fede per mezzo della quale i credenti sono giustificati, bensì, qui si
parla della fede che permette di fare qualsiasi miracolo: " perché in verità io vi dico: se avete fede quanto un
granello di senape, potrete dire a questo monte: "Passa da qui a là", e passerà; e niente vi sarà impossibile."
(Matteo 17:20) e che Gesù chiamò questo Dono « abbiate la fede di Dio » (Marco 11:22 – Nuova Diodati);
L'apostolo Paolo fa chiaramente allusione a questa fede che provoca i miracoli. La prova l'abbiamo quando,
riprendendo certi doni già elencati, egli precisa: "se avessi tutta la fede in modo da trasportare i monti" (1
Corinzi 13:2).
Sembra che questo Dono sia concesso ad alcuni credenti in particolari momenti di difficoltà. Esso viene
all'uomo con tale potenza che Egli avverte in sé una certezza divina che lo fa trionfare su tutto e su tutti.
Questo tipo di fede, non opera solo nel campo dei miracoli o delle guarigioni fisiche, ma è quella fede che
vede Dio travolgere tutto e rovesciare le situazioni: “Allora Eliseo disse: «Ascoltate la parola del SIGNORE!
Così dice il SIGNORE: Domani, a quest'ora, alla porta di Samaria, la misura di fior di farina si avrà per un
siclo, e le due misure d'orzo si avranno per un siclo».” (2 Re 7:1)

 

     5. Dono di Guarigioni
È un dono diverso dall’unzione dell’olio (Giacomo 5:14,15), la quale richiede l’esercizio della fede del malato
che chiama gli anziani della chiesa.
Questo dono richiede l’esercizio della fede solo di la esercita.
Si tratta di guarigioni per ogni tipo di malattia:
“Nei dintorni di quel luogo vi erano dei poderi dell'uomo principale dell'isola, chiamato Publio, il quale ci
accolse amichevolmente e ci ospitò per tre giorni. 8 Il padre di Publio era a letto colpito da febbre e da
dissenteria. Paolo andò a trovarlo; e, dopo aver pregato, gli impose le mani e lo guarì. 9 Avvenuto questo,
anche gli altri che avevano delle infermità nell'isola vennero, e furono guariti;” (Atti 28:7-9)
e in modo particolare, laddove la medicina e la moderna chirurgia non può fare molto o nulla.
“4 Pietro, con Giovanni, fissando gli occhi su di lui, disse: «Guardaci!» 5 Ed egli li guardava attentamente,
aspettando di ricevere qualcosa da loro. 6 Ma Pietro disse: «Dell'argento e dell'oro io non ne ho; ma quello
che ho, te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!» 7 Lo prese per la mano destra, lo sollevò;
e in quell'istante le piante dei piedi e le caviglie gli si rafforzarono. 8 E con un balzo si alzò in piedi e cominciò
a camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio. (Atti 3:4-8)

 

     6. Dono di miracoli
Mentre nel dono di guarigioni è indirizzato verso la salute delle persone, il dono dei miracoli si può allargare
in diversi campi di azione, come:
a. La resurrezione dei morti.
“Ma Pietro, fatti uscire tutti, si mise in ginocchio, e pregò; e, voltatosi verso il corpo, disse: «Tabita, àlzati».
Ella aprì gli occhi; e, visto Pietro, si mise seduta.” Atti 9:40 (esempio molto chiaro che è un dono dove viene
dimostrata l'assoluta incapacità da parte del beneficiario del miracolo di soddisfare una qualsiasi condizione
che gli fosse richiesta)
b. Alle malattie psichiatriche e neurologiche (le quali non sono sempre la conseguenza di possessione
di spiriti malvagi.)
“E la sua fama si sparse per tutta la Siria; e gli recarono tutti i malati colpiti da varie infermità e da varî
dolori, indemoniati, lunatici, paralitici; ed ei li guarì.” (Matteo 4:24) (Versione Luzzi-Riveduta)
c. Si manifesta con metodi eccezionali (perché i bisogni sono tanti), ivi compreso, la liberazione dei
posseduti
“E di più in più si aggiungevano al Signore dei credenti, uomini e donne, in gran numero; 15 tanto che
portavano perfino gli infermi per le piazze, e li mettevano su lettucci e giacigli, affinché, quando Pietro
passava, l'ombra sua almeno ne adombrasse qualcuno. 16 E anche la moltitudine accorreva dalle città
vicine a Gerusalemme, portando dei malati e dei tormentati da spiriti immondi; e tutti quanti eran sanati.
(Atti 5:14-16)
Paolo ad Efeso:
“Dio intanto faceva miracoli straordinari per mezzo di Paolo; 12 al punto che si mettevano sopra i malati
dei fazzoletti e dei grembiuli che erano stati sul suo corpo, e le malattie scomparivano e gli spiriti maligni
uscivano.” (Atti 19:11-12)

 

     7. Il dono delle lingue
Non è il segno delle lingue, quale manifestazione esteriore del Battesimo nello Spirito Santo e non è la
attitudine naturale di parlare lingue straniere.
Chi ha ricevuto questo Dono parla delle lingue che non conosce affatto, così come per il segno delle lingue.
È considerato il minore dei carismi perché richiede la collaborazione del carisma di interpretazione. “chi
profetizza è superiore a chi parla in altre lingue, a meno ch'egli interpreti, affinché la chiesa ne riceva
edificazione.” (1 Corinzi 14:5)
Questo dono è prevalente usato per vedere toccare il cuore dei non credenti: “Pertanto le lingue servono di
segno, non per i credenti, ma per i non credenti…” (1 Corinzi 14:22)
Mediante questo dono, il Signore dà un messaggio alla chiesa e, chi lo esercita deve alzare al voce, mentre
tutti gli altri credenti debbono abbassare il tono della voce in modo da ascoltare sia il dono delle lingue che
l’interpretazione.
Questo dono nell’assemblea dev’essere esercitato al massimo da tre persone, dopodiché ci dev’essere il dono
dell’interpretazione “Se c'è chi parla in altra lingua, siano due o tre al più, a farlo; e l'un dopo l'altro; e uno
interpreti; e se non v'è chi interpreti, si tacciano nella chiesa e parlino a se stessi e a Dio.” (1Corinzi 14:27-
28)
Si raccomanda l’utilizzo di questo dono nel rispetto del tempo di adorazione.

 

     8. Il dono dell’interpretazione delle lingue
Questo carisma non è l’attitudine naturale a comprendere lingue straniere, quindi non è la traduzione di un
linguaggio comprensibile; neppure una traduzione letterale, ma piuttosto l’abilità di rendere comprensibile il
significato del messaggio espressa precedentemente in altre lingue.
Il messaggio di colui che interpreta, come d’altro canto il messaggio in lingue e la profezia, non deve essere
un sermone, altrimenti se ne diluisce l’efficacia, ma deve essere preciso, conciso ed espresso in modo chiaro
per chi ascolta.
Questo dono è legato al dono delle lingue (1 Corinzi 4:27)
Questo carisma non è dato per la guida personale, così da esercitarli da soli (Per guidarci personalmente, il
Signore si serve della Sua Parola, la Bibbia, del Suo Spirito e delle circostanze, senza bisogno di “profezie”
per noi stessi), ma debbono essere esercitati nella comunità per i seguenti motivi:
- Per edificare (1 Corinzi 14:26);
- Per essere sottoposti al valutazione degli altri riguardo la provenienza (1 Corinzi14:29)
Mentre il segno delle lingue serve esclusivamente per l’uso privato, è “poco controllatile”, l’uso dei carismi
suddetti (lingue e interpretazione) è, e deve essere, controllabile.
Il carisma delle lingue seguito dal carisma dell’interpretazione delle lingue ha lo stesso “valore edificativo”
del carisma della profezia. 1 Corinzi14:12,19,23,28. Edificazione della Comunità.
Nota: È opportuno che l’uso di questi doni venga esercitato da persone credenti con una buona testimonianza.

 

     9. Il dono di Profezia
Si potrebbe sintetizzare nel dire che questo dono non è altro che l’insieme del dono delle lingue e
dell’interpretazione.
L’esercizio di questo dono viene incoraggiato perché è diretto: “Or io ben vorrei che tutti parlaste in altre
lingue; ma molto più che profetaste; chi profetizza è superiore a chi parla in altre lingue, a meno ch'egli
interpreti, affinché la chiesa ne riceva edificazione.” (1 Corinzi 14:5)
Non necessariamente significa predire eventi futuri, ma il più delle volte viene usato da Dio per rivelare la
condizione dei cuori: “Ma se tutti profetizzano, ed entra qualche non credente o qualche estraneo, egli è
convinto da tutti, 25 è scrutato da tutti, i segreti del suo cuore son palesati; e così, gettandosi giù con la faccia
a terra, adorerà Dio, proclamando che Dio è veramente fra voi.” (1 Corinzi 14:24-25)
Lo scopo della profezia è triplice: 1 Corinzi 14:3;
Edificazione: Costruttivo per giungere ad una vita cristiana genuina ed integra.
Esortazione: Stimola al progresso e alla crescita;
Consolazione: Incoraggiamento;
Anche questo dono dev’essere sottoposti al valutazione degli altri riguardo la provenienza (1 Corinzi14:29)
Lo possono esercitare tutti ed è controllabile
“Poiché tutti, uno ad uno, potete profetare; affinché tutti imparino e tutti sian consolati; e gli spiriti dei profeti
son sottoposti ai profeti,” (1 Corinzi 4:31-32)

 

NOTA CONCLUSIVA
Tutti i doni, quando vengono esercitati con umiltà e con buoni sentimenti, sono una benedizione; viceversa,
possono contribuire alla confusione e alle divisioni.
“ma ogni cosa sia fatta con decoro e con ordine.” (1 Corinzi 14:40)

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