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Archetto Brasiello

L'Uomo

1) L’ORIGINE DELL’UOMO
 

La comunità scientifica, sostanzialmente, sull’origine della vita sulla terra e quella dell’uomo, risulta divisa dalle due sole spiegazioni possibili: l’evoluzione o la creazione.
 

Gli evoluzionisti hanno formulato la loro teoria secondo la quale tutto ha avuto inizio con il Big-bang. Questa improvvisa “grande esplosione” avvenuta circa 18 miliardi di anni fa viene definita: “singolarità”, con un interrogativo a cui essi non sanno rispondere: “Cosa accadde prima di quella “singolarità”?”
 

A questo va aggiunto anche che molti scienziati riconoscono che tutte le esplosioni non provocano ordine, ma caos.
 

Infine, l’evoluzionismo contraddice la seconda legge della termodinamica (branca della fisica che descrive le trasformazioni e il processo di scambio di energia) la quale afferma che, qualunque sistema evolve spontaneamente verso lo stato di massimo disordine.
 

Per rendere l’idea, consideriamo il sistema quale a temperatura ambiente si fonde ghiaccio, il e si trasforma in acqua liquida. Ora le sue molecole, più libere di muoversi, assumono spontaneamente una distribuzione casuale molto più disordinata che nel ghiaccio. Quando poi, l’acqua si trasforma in vapore, le sue molecole si trovano nello stato massimo di disordine.
 

Quindi, con il tempo, l’universo diventa meno ordinato. L’unica cosa certa è che il mondo va deteriorandosi.
Le stelle stanno bruciando il loro carburante. Ogni cosa sta passando velocemente dall’ordine al disordine.

 

Gordon Van Wylen (Fisico americano, nato il 6 febbraio 1920) affronta la questione nel suo
libro “Termodinamica”, quando scrive: “…L’autore ha scoperto che la seconda legge, tende a rafforzare la convinzione che c’è un Creatore che ha la risposta per il destino futuro dell’uomo e dell’universo”.

 

In definitiva, creazionisti ed evoluzionisti sono tutti concordi nell’affermare che l’universo è “finito”. Tempo, spazio e materia hanno avuto un inizio. La scienza del XX secolo, non senza imbarazzo, ha confermato la tesi biblica riguardante l’origine dell’universo.
 

Gli scienziati creazionisti hanno sempre ritenuto che il mondo ha avuto un principio, proprio come afferma il testo biblico. Nei primi versetti della Genesi, infatti, si legge: “In principio Dio creo il cielo e la terra”. (Genesi
1:1)

 

 

Specie, varietà e razza.
 

La Bibbia insegna chiaramente che Dio ha fatto ogni creatura “secondo la sua specie” (Genesi 1:21) e la
distinzione tra l’uomo e le creature inferiori è implicita nell’affermazione che: “Dio creò l’uomo a sua
immagine” (Genesi 1:27)

 

La teoria dell’evoluzione si oppone alla creazione ordinata per specie, perché essa insegna che tutte le forme di vita si svilupparono da una sola forma e che le specie più elevate si svilupparono da quelle inferiori, cosicché, ad esempio, ciò che una volta era lumaca è divenuto pesce, ciò che una volta era un pesce è divenuto un rettile, ciò che era un rettile è divenuto un uccello e, per farla breve, ciò che era una scimmia è divenuto un essere umano.
 

Secondo questa teoria, nel passato più remoto apparvero la materia e l’energia; come quando la scienza non lo sa. Da questa fusione, apparve una cellula, anche questa non si sa da dove, che diede origine a tutte le forme di vita e, sempre secondo questa teoria, vi è stata una graduale ascesa fino a raggiungere l’uomo.
 

La specie è una classe di piante o di animali che hanno delle caratteristiche in comune e che possono riprodursi all’infinito senza cambiare tali caratteristiche essenziali.
 

La varietà è il risultato di ciò che può produrre una specie, ovvero, di una o più piante o animali che possiedono una spiccata particolarità. Ad esempio, si può produrre uno speciale cavallo da corsa, con uno speciale allevamento, ma esso rimane sempre un cavallo.
 

La razza è la continuità della varietà attraverso molte generazioni. Nella specie canina vi sono molte razze che differiscono considerevolmente l’una dall’altra, ma in ognuna di esse restano sempre le caratteristiche della famiglia canina.
 

Pertanto, Dio ha fatto ogni creatura secondo la sua specie, incapace di formare una varietà di altra specie, mettendo tra esse una barriera.
 

Ad esempio, i cavalli e gli asini sono di specie diversa e, sebbene incrociandosi essi generino un mulo, il mulo non può generare un altro mulo e produrre così l specie dei muli. Questo fatto si oppone alla teoria dell’evoluzione.
 

In ogni modo, tra le forme più elevate degli animali, in nessuna di esse esistono le capacità di un essere umano, come quella di conoscere le cose spirituali.
 

Gli evoluzionisti cercano di unire l’uomo agli animali, ma Gesù Cristo è venuto nel mondo per unire l’uomo a Dio e a quelli che lo ricevono come Personale Salvatore Egli dà il diritto di diventare figli di Dio (Giovanni 1:12), così da diventare membri di una nuova e più elevata razza: “I nati di nuovo!” (Giovanni 3:3)
 

 

2) LA NATURA DELL’UOMO
 

La triplice natura dell’uomo
L’uomo è composto di tre elementi: spirito, anima e corpo; (1 Tessalonicesi 5:23; Ebrei 4:12)

 

In Genesi 2:7 “Dio il Signore formò l'uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l'uomo divenne un'anima vivente.” Vengono menzionate due sostanze: corpo e anima, ma non è una
contraddizione, in quanto, la sostanza non fisica dell’uomo, lo spirito e l’anima, sebbene non specificati nella loro distinzione, sono sottintesi, in quanto sono inseparabili.

 

Infatti, a causa della loro stretta connessione, vengono usate scambievolmente (Ecclesiasiaste 12:9; Apocalisse 6:9), cosicché, in un punto della Scrittura la sostanza spirituale dell’uomo viene descritta come l’anima (Matteo 10:28), in un altro come spirito (Giacomo 2:26)
 

LO SPIRITO UMANO
 

Definizione di spirito (pneuma): «vento, respiro, soffio di vita, alito, fiato; principio vitale per il quale il corpo è animato»
 

Nello spirito umano risiede:
 

L’intelligenza (Giobbe 32:8) “Ma quel che rende intelligente l'uomo è lo spirito, è il soffio dell'Onnipotente.”
La parola intelligènza deriva dal latino: intelligentĭa, a sua volta proveniente dal verbo intelligĕre, "capire,
leggere", con l'avverbio “intŭs”, "dentro", ovvero, "leggere oltre la superficie".

 

L’intelligenza è un complesso di facoltà psichiche e mentali che consentono all’uomo di pensare, comprendere, giudicare o spiegare i fatti o le azioni, intendere e farsi intendere.
 

Alcune forme di intelligenza sono:
 

     - Intelligenza spirituale (Colossesi 1:9); si riferisce alla comprensione spirituale e il senso delle cose    di Dio;
     - Intuito spirituale (Atti 13:7)
     - Intelligenza umana; capacità di studio, conoscenza, ecc…

 

La Ragione
Ragióne, deriva dal latino: ratio -onis «fissare, stabilire», col significato originario di «conto, conteggio» ed è la facoltà di pensare, che guida a ben giudicare, a discernere cioè il vero e il falso, il giusto e l’ingiusto, il bene e il male, alla quale si attribuisce il governo o il controllo dell’istinto, delle passioni, degli impulsi, ecc..

 

La tragedia della storia è che l’uomo ha usato queste doti divine per scopi distruttivi e perfino per negare il Creatore.
 

Gli empi, lontani da Dio, perdono questa facoltà “Ma costoro, come bestie prive di ragione, destinate per natura a essere catturate e distrutte, dicono male di ciò che ignorano, e periranno nella propria corruzione,” 2 Pietro 2:12 (Salmo 115:4-8)
 

La ragione ritorna con il ravvedimento (Daniele 4:34)
 

La Coscienza
La Bibbia ci fornisce delle risposte riguardo la coscienza, si trova 31 volte nella Bibbia e solo nel Nuovo
Testamento;

 

La parola coscienza deriva dal verbo composto suneidon, che significa letteralmente ‘vedere insieme’, ‘vedere nello stesso tempo’ da qui il significato di ‘“conoscenza con consapevolezza”; ‘conoscenza di sé’, ma anche ‘conoscenza di valori morali’.
 

Ogni persona, secondo la Bibbia, ha una coscienza: “... raccomandiamo noi stessi alla coscienza di ogni
uomo davanti a Dio” (2 Corinzi 4:2; vedi anche 2 Corinzi 5:11).

 

Le funzioni generali della coscienza nell’uomo sono fondamentalmente tre:
 

- Rivelare l’esistenza di Dio
"Dio ha fatto ogni cosa bella al suo tempo: egli ha perfino messo nei loro cuori il pensiero dell’eternità,
sebbene l’uomo non possa comprendere dal principio alla fine l’opera che Dio ha fatta.” (Ecclesiaste 3:11)

 

Nella traduzione greca dell’Antico Testamento (la “Settanta”) il termine corrispondente a ‘coscienza’ si trova una sola volta in Ecclesiaste 10:20 (tradotto normalmente con ‘pensiero’).
 

"poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro” (Romani 1:19).
Dio ha scelto vari modi per rivelarsi agli uomini, da rivelazioni generali, come la natura, tutte poi confluite nella rivelazione finale e definitiva della persona di Gesù Cristo e della Sacra Scrittura.

 

Tra le rivelazioni generali o ‘universali’, possiamo inserire anche quella della coscienza.
Dio ha fatto quindi conoscere qualcosa di sé (“quel che si può conoscere”), anche attraverso una ‘voce’
interiore, una legge non scritta, posta nella coscienza.

 

- Testimoniare di una legge naturale “scritta” da Dio
“Infatti quando degli stranieri, che non hanno legge, adempiono per natura le cose richieste dalla legge, essi,
che non hanno legge, sono legge a se stessi; essi dimostrano che quanto la legge comanda è scritto nei loro
cuori, perché la loro coscienza ne rende testimonianza e i loro pensieri si accusano o anche si scusano a
vicenda.” (Romani 2:14-15).

 

Che ogni uomo abbia ricevuto questo tipo di rivelazione interiore è evidenziato quindi anche da alcuni codici ‘morali’ generali. Abitualmente, anche presso i ‘pagani’ o gli atei ci sono norme comportamentali dettate dalla “legge scritta nei loro cuori”: uccidere, rubare, disonorare i genitori, commettere adulterio, ecc., sono normalmente considerate cose sbagliate e quindi condannate. In questo senso possiamo dire che gli uomini sono “legge a se stessi”.
 

Gli uomini quindi sono stati creati con questa legge interna.
 

- Giudicare
Nel versetto di Romani 2:15 abbiamo appena letto che “la loro coscienza ne rende testimonianza e i loro
pensieri si accusano o anche si scusano a vicenda”. Per chi la sa ascoltare la coscienza può essere quella voce interna che può dirci se stiamo sbagliando o no. Purtroppo questa peculiarità della coscienza viene spesso meno, per diversi fattori e lo standard della condotta morale può ovviamente variare da persona a persona ed è fortemente condizionata dall’ambiente, dall’educazione, ecc., ma è soprattutto il peccato che ha fatto sì che
questa “voce”, questa ‘luce’, venisse ampiamente oscurata:
“Questo dunque io dico e attesto nel Signore: non comportatevi più come si comportano i pagani
nella vanità dei loro pensieri, con l’intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a
motivo dell’ignoranza che è in loro, a motivo dell’indurimento del loro cuore.”(Efesini 4:17-18).

 

La Bibbia ci parla infatti di:
Coscienza marchiata* dal peccato (1Timoteo 4:2), (* Letteralmente ‘bruciata con ferro rovente’. In greco il verbo è kaustêriazô, da cui l’italiano ‘cauterizzare’, cioè ‘rendere insensibile come la pelle di un animale marchiata con un ferro rovente’.)

Coscienza cattiva (Ebrei 10:22),
Coscienza impura (Tito 1:15). A questo contribuisce colui che domina su questo mondo, cioè il diavolo, e che non vuole che questa voce compia quello per cui ci è stata data:
“Se il nostro vangelo è ancora velato, è velato per quelli che sono sulla via della perdizione, per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo ha accecato le menti affinché non risplenda loro la luce del vangelo della gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio” (2 Corinzi 4:3-4).

 

Ogni persona che non ha una fede personale in Dio dovrebbe tenere conto di questo, della natura peccaminosa delle persone, quando fa appello alla propria coscienza o a quella altrui.
 

Dio ci ha quindi abbandonati ad una coscienza falsa e ingannatrice? No!
 

Una coscienza purificata
La coscienza del credente è stata purificata dall’opera di Cristo, la sola capace di questo: "quanto più il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offrì se stesso puro di ogni colpa a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente!” (Ebrei 9:14).
“avviciniamoci con cuore sincero e con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell’aspersione
che li purifica da una cattiva coscienza.” (Ebrei 10:22).

 

Il ripristino della piena funzione della coscienza è quindi possibile. Solo così potremmo parlare di una
coscienza pulita, a posto.

 

Se vogliamo avere dentro di noi una voce sincera, attendibile, una guida per le nostre scelte di ogni giorno, per la nostra vita personale e in relazione con gli altri, dobbiamo arrendere la nostra vita a Cristo Gesù “….da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera” (1 Timoteo 1:5).
 

Accenni di coscienza nell’Antico Testamento
Nella narrazione biblica ci imbattiamo, per esempio nei fratelli di Giuseppe che tra loro dicono: «Certamente noi fummo colpevoli nei riguardi di nostro fratello, non vedemmo l’angoscia dell’animo suo quando egli ci supplicava, ma non gli demmo ascolto! Ecco perché ci viene addosso quest’angoscia» (Genesi 42:21).

 

A Davide: «… il cuore gli battè per aver tagliato il lembo del mantello di Saul» (1 Sam 24:6), ed ancora: «…
Davide … provò un rimorso al cuore, e disse al Signore: “ho gravemente peccato in quel che ho fatto: ma
ora, o Signore, perdona l’iniquità del tuo servo, perché ho agito con grande stoltezza”»

 

La Vita spirituale (Giovanni 4:24)
Attraverso lo spirito entriamo in una relazione personale e responsabile con Dio. Lo spirito dell’uomo, quando è abitato dallo Spirito di Dio (Romani 8:16)

 

Lo Spirito umano, ci consente di pregare di cantare inni, poiché il Padre cerca tali adoratori.
“Che dunque? Pregherò con lo spirito, ma pregherò anche con l'intelligenza; salmeggerò con lo spirito, ma salmeggerò anche con l'intelligenza.”(I Corinzi 14:15)

 

Tuttavia dobbiamo stare attenti a non confondere lo spirito dell'uomo con lo Spirito Santo di Dio.
 

Lo spirito umano è suscettibile di rinnovamento e di sviluppo (Salmo 51:10), come anche di decadimento. Ad esempio, se uno si lascia padroneggiare dall'orgoglio, ha uno «spirito altero» Proverbi 16:18 “La superbia precede la rovina, e lo spirito altero precede la caduta.”
 

Quando le passioni malefiche hanno il sopravvento ed una persona manifesta uno spirito perverso, significa che la vita dell'anima (la vita dell'«io» o vita naturale) ha sottomesso lo spirito a uno spirito maggiore. Lo spirito ha combattuto ed ha perso, l'uomo è preda dei suoi sensi e dei suoi appetiti naturali: è «carnale».
 

Secondo le relative influenze che lo controllano, l'uomo può avere uno «spirito perverso» Genesi 13:13 - Gli abitanti di Sodoma erano perversi e grandi peccatori contro il SIGNORE.
- uno «spirito inasprito» (Salmo 106:33),
- uno «spirito collerico» (Proverbi 14:29),
- uno «spirito conturbato» (Genesi 41:8),
- uno «spirito umile e contrito» (Isaia 57:15; Matteo 5:3).
- Può essere sotto lo spirito di servitù (Romani 8:15)
L’uomo, quindi, deve guardare il suo spirito (Malachia 2:15),

 

 

L’ANIMA UMANA
Il termine ebraico per "anima" è Nephesh. Si trova più di 780 volte nell'Antico Testamento. Allo stesso modo, nel Nuovo Testamento, la parola originale per anima è Psyche (dal greco ψυχή, connesso con ψύχω, "respirare, soffiare") e si trova 103 volte. La nostra parola moderna "psicologia" deriva da questo termine greco.

 

a. La natura dell’anima
L’anima è il principio animatore che da vita ed intelligenza, al corpo umano, usando i sensi umani come suoi agenti nell’esplorazione delle cose materiali e gli organi umani per esprimere se stessa e comunicare con il mondo esteriore.

 

La possiamo definire spirituale e vivente, perché venne da Dio; però non dobbiamo pensare che essa sia parte di Dio, perché l’anima pecca. È più corretto dire che è il dono e l’opera di Dio (Zaccaria 12:1)
 

La definiamo naturale, perché opera attraverso il corpo.
 

b. Distinzioni operate dall’anima
- L’anima distingue la vita dell’uomo dagli animali dalla vita inconscia, come quella delle piante. Le
   piante hanno una un’anima (nel senso del principio della vita), ma non è un’anima cosciente;

 

- L’anima distingue la vita dell’uomo dagli animali. Gli animali hanno un’anima, ma è un’anima terrena, che vive soltanto finché dura il corpo (Ecclesiaste 3:21). L’intelligenza degli animali viene dall’istinto, non dalla ragione, ed è quindi incapace di sviluppi e di progresso.
 

- L’anima distingue un uomo dall’altro e forma la base dell’individualità;
 

- L’anima distingue l’uomo anche dagli angeli; non troviamo, infatti, riferimenti ad un’anima degli
angeli. Essi vengono descritti come spiriti (Ebrei 1:14)

 

c. L’origine dell’anima
L’origine dell’anima può essere spiegata con la cooperazione del Creatore con i genitori. I processi normali della riproduzione umana mettono in moto quelle leggi divine che fanno nascere un’anima nel mondo.

 

d. L’anima e il corpo
La vita è la permeazione del corpo da parte dell’anima. Quando l’anima se ne va, quello che resta è un ammasso di particelle materiali in stato di rapido decadimento.

 

L’anima permea ed abita ogni parte del corpo ed influenza, più o meno indirettamente, tutte le sue parti. Questo spiega perché le Scritture attribuiscono sentimenti al cuore, ai reni, alle viscere (Salmi 22:14; Salmo 73:21; Lamentazioni 3:3) Le viscere è il termine generico che definisce gli organi interni come penetrati dall’anima (Isaia 16:11; Salmo 51:6)
 

1. L’anima e i sensi
Attraverso il corpo, l’anima riceve le impressioni del mondo esterno. Le impressioni vengono raccolte dai sensi:
- Vista
- Udito
- Gusto
- Odorato
- Tatto
E vengono convogliate al cervello tramite il sistema nervoso; a mezzo del cervello, attraverso i processi
dell’intelletto, della ragione, della memoria e dell’immaginazione, l’anima elabora queste impressioni.
Dopodiché reagisce ad esse il mandando ordini alle varie parti del corpo tramite cervello ed il sistema nervoso.

 

2. L’anima e gli istinti
Gli istinti sono le forze propulsive della personalità, delle quali il Creatore a dotato l’uomo ad una esistenza terrena; si chiamano istinti perché innati nella natura umana.
- L’istinto di conservazione, che ci mette in guardia contro il pericolo e ci induce ad aver cura di noi
stessi;
- L’istinto di possesso, che ci spinge a procurarci ciò che è necessario;
- L’istinto di nutrizione, un impulso che ci porta a soddisfare la fame;
- L’istinto di della riproduzione, che porta alla perpetuazione della specie;
- L’istinto della conquista, che spinge all’autoaffermazione per esercitare la propria vocazione e le
proprie responsabilità;

 

3. L’anima e il peccato
L’essenza del peccato è il pervertimento degli istinti e delle facoltà date da Dio. Ad esempio, l’egoismo, la suscettibilità e la collera, sono il pervertimento dell’istinto di conservazione.
Il furto è la perversione dell’istinto del possesso; la ghiottoneria è il pervertimento dell’istinto di nutrizione.

 

4. L’anima e il sangue
Il sangue è la sorgente e il veicolo della vita fisica (Levitico 17:11) è il primo elemento a vivere e l’ultimo a morire.
Al livello più basso c’è il sangue degli animali;
Di maggior valore è il sangue dell’uomo che porta l’immagine di Dio (Genesi 9:6) e per questo non dev’essere mangiato (Genesi 9:4)
Il più prezioso di tutti è il sangue di Gesù Cristo (1 Pietro 1:9)

 

5. L’anima e l’individualità
a. L’anima è la sede delle sensazioni e delle emozioni:
“In verità l'anima mia è calma e tranquilla.” (Salmi 131:2)
Calma, Tranquillità; Paura; Rabbia; Tristezza; Gioia; Disgusto; Sorpresa; (Salmo 16:9)

 

b. L’anima è la sede degli affetti Amore (1 Samuele 18:1)
L'amore nasce da un sentimento di profonda unità. L'amore può essere platonico, romantico, religioso o familiare. Ci sono alcune sfumature nel rapporto con l'unione di amore, amicizia, altruismo e filantropia.
Affetto, compassione (Filippesi 2:1)
Amicizia (Proverbi 17:17)
    
a. Capacità dell’anima
- credere; Ebr. 10:39
- amare; Dio Luca 10:27
- soffrire; Gen. 42:21
- peccare; Mich. 6:7
- prosperare; 3 Giov. 2
- sopravvivere dopo la morte; Matteo 10:28.
    

b. Nemici dell’anima
- la nostra carne; 1 Piet. 2:11
- il male che ci circonda; 2 Piet. 2:8
- il peccato; Lev. 5:4:,15,17
- l'adulterio; Prov. 6:32
- gli uomini malvagi; Prov. 22:24,25
- l'odio; Prov. 8:3
- l'inferno; Prov. 23:14

 

 

IL CORPO UMANO
 

1. Agente dell’anima umana
Attraverso il corpo, l’anima umana, usando i sensi e gli organi umani, esplora le cose materiali, per esprimere se stessa e comunicare con il mondo esteriore.
Al momento del ritorno del Signore Gesù e al rapimento della Chiesa, il corpo dei nati di nuovo, sarà
glorificato, incorruttibile e immortale.
“Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, in un momento, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati. Infatti bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e che questo mortale rivesta
immortalità.” (1 Corinzi 15:51-53)

 

2. Casa o tabernacolo (2 Corinzi 5:1)
Il corpo è la tenda terrestre, durante il suo viaggio dal tempo all’eternità (1 Pietro 1:13)

 

3. Tempio (1 Corinzi 6:19)
Quando Dio entra in relazione spirituale con una persona, il corpo di quella persona diventa il tempio dello Spirito Santo

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