"Incontro con Dio"



"Se uno ti costringe a fare un miglio, fanne con lui due" (Vangelo di Matteo cap. 5, verso 41)



Un cordiale saluto a tutti, mi chiamo Sergio, ho 65 anni, voglio condividere con voi l'esperienza più importante e più bella della mia vita: l'incontro con Dio. Si, avete letto bene: ho incontrato Dio, ho incontrato Gesù! E questo incontro ha rivoluzionato completamente la mia vita. Se avrete la pazienza di leggere fino in fondo questa mia testimonianza, comprenderete che non sto scherzando e soprattutto vi renderete conto che tutti possono incontrare Gesù, perché Egli è vivente e desidera soltanto donarci pace e salvezza.

Dunque, il verso del Vangelo che ho riportato in precedenza, descrive appropriatamente uno degli elementi chiave che hanno permesso il mio incontro con Gesù, e che ancora oggi, a distanza di anni, ricordo con commozione. Ma non voglio anticiparvi niente, andiamo con ordine.

Sono sempre stato un ragazzo timido, riservato, ricordo che avevo pochi amici, dopo la scuola non uscivo quasi mai da casa, stavo nella mia cameretta e disegnavo. Avevo questo talento innato. Ricordo che da bambino, in prima elementare, la maestra chiamò i miei genitori e disse loro che i disegni li dovevo fare io e non altre persone. Ma essi, sbalorditi, risposero che ero proprio io a farli e non degli estranei! La maestra quasi non ci credeva! Comunque sia, a venti anni, nel 1975, mi piaceva molto la musica Rock, i gruppi musicali stranieri, ero attratto da tutto l'ambiente che la circondava, leggevo dei libri sull'argomento e naturalmente venni a sapere che molti artisti facevano uso di droghe, erba, hashish, ecc. Devo dire che questo mi attirava molto perché essi dicevano che la droga li aiutava molto a comporre musica e, in generale, la droga apriva la mente, apriva altre dimensioni, ecc., ecc. Oggi, naturalmente, riconosco che quella era solo una grossolana bugia!


Leggevo anche che parecchi pittori, ad esempio Modigliani, facevano uso di hashish. Così, anche io, che mi reputavo un artista, desideravo provare i "benefici" della droga! Ma non sapevo come fare e dove trovarla. Capitò il "caso" che un pomeriggio, un mio cugino carnale, Maurizio, più giovane di me, aveva 16 anni, venne a casa mia insieme ad un suo amico. Io non lo frequentavo molto, perché lui, nonostante la sua giovane età, già faceva parte di un gruppo extraparlamentare di sinistra, aveva i capelli lunghi fino alle ginocchia e così i miei genitori mi impedivano di frequentarlo. Quel giorno ero solo in casa e come sempre ero intento a disegnare. E fu veramente una sorpresa per me quando mio cugino si mise a preparare uno "spinello" e mi disse: "Sergio, scusa, non abbiamo un posto dove fumare, tu permetti, vero? Ce ne andiamo subito". Dissi che andava bene. E così, in quel giorno, scoprii che mio cugino si drogava! Lui proseguì: "Ma perché stai sempre chiuso in casa? Perché non esci con noi? Dai, non aver paura! Ora ti farò fumare l'erba, vedrai che cambierai! Ti sentirai meglio!". Accettai di buon grado! Era proprio quello che desideravo! Così provai a fumare. Non avevo mai fumato nemmeno una sigaretta prima di allora e naturalmente iniziai a tossire e a lacrimare, mi sentivo i polmoni che bruciavano! Loro, invece, fumavano tranquillamente, erano abituati! Così quel pomeriggio non realizzai niente! Ma mio cugino, nei giorni seguenti, mi curò "teneramente"! Quindi, rischiando grosso, iniziai a frequentarlo di nascosto ai miei genitori (se lo avessero saputo sarebbe finita male!) e così, piano piano, anche io mi abituai a fumare. Da quel momento in poi, iniziarono i 15 anni più bui, più incredibili e più dolorosi della mia vita. Vi risparmio tutti i particolari, sarebbe troppo lungo raccontare per filo e per segno tutte le vicissitudini che mi capitarono in quegli anni! Litigai di brutto anche con i miei genitori quando vennero a sapere che frequentavo mio cugino e altre persone poco raccomandabili! Comunque, la vinsi io! Li rassicuravo dicendo loro che sapevo quello che facevo! In realtà, ero un insensato! Comunque sia, all'inizio, quella "vita" sembrava bellissima! Gli "sballi" con mio cugino, mi ritrovai tanti "amici" (più che altro erano estremisti politici di sinistra), finalmente non mi sentivo più solo, certe volte non rientravo neanche a casa, dormivo fuori, da qualche "amico". Una vita da vero bohémienne! E i miei genitori stavano in ansia per me. Tra l'altro, a 25 anni, nel 1980, tramite "l'aiuto" di un amico di mio padre, riuscii ad entrare nella SIP (all'epoca si chiamava così, oggi TIM), la Società che in quegli anni gestiva il monopolio della Telefonia in Italia. E spesse volte, dopo una nottata brava, disertavo il lavoro con la scusa di una malattia! Spesso le Forze dell'Ordine ci fermavano sequestrandoci lo spinello, ho rischiato veramente di perdere il lavoro! Devo ringraziare Dio se questo non è accaduto! Ma la droga, all'inizio, cancellava tutti i problemi! Quando fumavo, mi pareva di vivere veramente in un paradiso. Però era un paradiso artificiale! Non mi rendevo conto che invece stavo distruggendo tutta la mia giovinezza! Piano piano, con il passare degli anni, la mia vita cambiò. Mi accorgevo che gli spinelli, ormai, non mi bastavano più, e così iniziai a provare tutto quello che c'era da provare sul mercato. Pasticche, anfetamine, LSD, ecc., ecc. Di tutto e di più. Spesse volte, finanze permettendo, sniffavo anche cocaina ed eroina. Una cosa sola non ho mai provato: l'eroina nelle vene. Provavo una repulsione istintiva, una forte paura riguardo questa maniera di drogarmi. Era come se qualcuno mi dicesse: fino a qui puoi arrivare, oltre non puoi andare. Invece mio cugino Maurizio intraprese proprio quella direzione e quindi, a malincuore, le nostre strade si divisero. Ebbi poche occasioni per rivederlo, perché, ormai, frequentava altre amicizie. Finì anche in prigione, poi in Ospedale, poi in un Centro di Recupero per tossicodipendenti, a Roma, fino a quando, nel 1989, morì di AIDS. Fu un dolore immenso per me! In quegli anni, nel paese dove abitavo, cioè Marino Laziale, nei Castelli Romani, ci fu veramente una strage di giovani: chi moriva di overdose, chi di AIDS, nella mia comitiva eravamo rimasti in pochi. Tra l'altro, nel 1986, morì anche mio padre, a causa di un infarto. Forse, inconsapevolmente, una delle cause della sua morte fu proprio la mia vita disordinata. Iniziai ad avere paura della morte. A tutto questo aggiungete che la droga, ormai, non mi dava più le sensazioni di una volta, come all'inizio. Quando fumavo lo sballo durava sempre di meno, ero sempre nervoso, depresso, preoccupato. Apro una parentesi: non so se lo sapete, ma la parola "hashish" significa "assassino"! La droga ti uccide dentro, nell'anima! I miei sentimenti parevano atrofizzati. Non date retta a chi vi dice che ci sono droghe "leggere" e droghe "pesanti"! Non è vero! Qualsiasi droga da' dipendenza. Io quando non avevo niente da fumare, stavo male, la cercavo e come! In quindici anni, spesso ho provato a smettere ma non ci sono mai riuscito. Chiusa parentesi. C'è anche un altro fatto da considerare: verso la fine degli anni '80, per me e per i pochi amici che mi erano rimasti, era sempre più difficile procurarsi la droga. Trovavamo sempre degli intoppi quando la cercavamo: li non si trovava, dall'altra parte nemmeno, quell'amico che ce la procurava finiva in prigione, insomma, la situazione stava diventando insostenibile. Spesso mi ritrovavo solo in casa in preda allo sconforto più totale, non sapendo cosa fare! E fu proprio in una di queste situazioni che mi ritrovai, con il cuore in tumulto, ad invocare Dio! A ripensarci oggi, mi sembra quasi incredibile che io abbia fatto quella preghiera! Non mi interessavo di religione, andavo alle funzioni solo ai matrimoni e ai funerali, anzi, spesso e volentieri imprecavo e insultavo Dio! Eppure quella volta pregai!

Non ricordo esattamente le parole, ma pressappoco mi espressi così: "Se tu esisti, adesso devi fare qualcosa per me, dato che sei tu che mi hai dato questa vita, sei tu che hai permesso tutto questo, adesso mi devi tirare fuori da questi problemi, altrimenti inizio a bucarmi, o la faccio finita!".

Che Dio mi perdoni, lo dico sempre ogni volta che testimonio, che Dio mi perdoni: davo la colpa a Lui del guaio in cui mi ero cacciato! Comunque sia, dopo quella preghiera continuai la solita vita. Passarono un paio di giorni. Una sera, era il 17 ottobre del 1990 (questa data non la dimenticherò mai!), tornai dal lavoro, parcheggiai l'automobile e mi preparavo per la solita serata con gli amici. Dopo una sosta a casa, infatti, risalii in macchina per recarmi da loro. Cercai di mettere in moto la macchina ma non si accese, non partiva! Non ci fu niente da fare! Alla fine rinunciai, compresi che se volevo andare dai miei amici dovevo andarci a piedi. E così feci. In tasca avevo uno spinello già pronto, ero intenzionato a fumarlo durante il tragitto. Vi anticipo che quello fu l'ultimo spinello della mia vita! Così mi incamminai a piedi e quasi subito notai due persone, una donna e un ragazzo (che poi erano madre e figlio), che suonavano ai citofoni dei portoni. "Strano!", pensai, "Chi saranno quei due?". Dio volle che nessuno rispose ai citofoni, per cui, inevitabilmente, loro si rivolsero a me: "Scusa, per favore fermati, dobbiamo parlare con te!". Mi voltai e pensai: " Con me? Ma chi li conosce? Che vogliono?".

Mi raggiunsero subito e iniziarono a dialogare con me. Sapete quali furono le prime domande che mi rivolsero? Mi chiesero: "Credi in Dio? Credi in Gesù? Credi nella Bibbia?".

Non dissero: siamo di questa o quella denominazione religiosa, no. Niente di tutto questo. Ero io, che dentro di me pensavo:

"Ah, ho capito! Sono Testimoni di Geova!". Per cui risposi: "Guardate, non mi interessa, vado di fretta, buona serata!", e mi incamminai sveltamente. Volevo fumare, volevo andare dai miei amici. Avevo completamente dimenticato la preghiera che avevo fatto un paio di giorni prima! Ma loro, con insistenza, mi seguirono e si misero al mio fianco, uno da una parte e una dall'altra. Io mi rassegnai al peggio, non potevo fare altrimenti, non potevo cacciarli via, e quindi proseguìi il cammino insieme a loro. Ora potete comprendere perché all'inizio ho messo quel verso del Vangelo di Matteo: "Se uno ti costringe a fare un miglio, fanne con lui due". Io ho "costretto" quelle due persone a camminare con me per quasi tre chilometri! Comunque, vi risparmio i particolari: mi esortavano a credere in Dio, mi dissero che Gesù mi amava, che era morto per me, ecc., ecc. E io risposi, un po' arrabbiato, che se Dio esisteva come mai

capitavano un sacco di guai nella mia vita? Raccontai loro un po' di esperienze che avevo vissute, la morte di mio padre, di mio cugino, non dissi nulla riguardo la mia esperienza con la droga, avevo timore. Insomma, i soliti argomenti di una persona che non conosce Dio. Ma loro mi dissero che Dio poteva darmi la forza per superare ogni difficoltà e mi raccontarono un po' della loro vita: erano madre e figlio (guarda caso, anche io ero rimasto solo con mia madre!), il marito era morto da poco tempo, si trovavano dalle mie parti per un convegno religioso (difatti vicino casa dove abitavo c'era un Centro Ecumenico che si chiamava "Mondo Migliore"), la domenica successiva sarebbero ripartiti, erano del Veneto, di Verona o di Venezia, non ricordo bene, ma ricordo benissimo i loro nomi: Anna e Andrea Toniotti.

Per farla breve, ad un certo punto si fermarono, mi guardarono e mi dissero: "Vuoi che preghiamo per te?". Rimasi sbalordito! La richiesta mi commosse! Queste due persone non mi conoscevano eppure volevano pregare per me! Forse, li si è deciso il mio futuro: se avessi rifiutato la loro preghiera, oggi probabilmente non sarei un figlio di Dio! Oppure, chissà, Dio avrebbe trovato un altro mezzo per raggiungermi. Non si sa. Fatto sta che il mio cuore si intenerì, e io accettai la preghiera! E loro chiusero gli occhi, mi presero per mano e pregarono intensamente per me! Pregavano affinché io potessi trovare la pace e la consolazione! Alla fine della preghiera ci salutammo commossi. Prima di ritornare indietro, mi dissero: "Domenica mattina, prima che partiamo, vieni a trovarci così ci salutiamo!".

"Volentieri!", risposi.

Così ci lasciammo. Io li guardavo commosso mentre ritornavano indietro, ma sapete cosa feci subito dopo? Continuai a camminare verso i miei amici, presi lo spinello e lo fumai! Che Dio mi perdoni! Ma quello, lo ripeto, fu l'ultimo della mia vita!

Poi, la domenica mattina, non vedevo l'ora di incontrarli per raccontare loro quello che mi era accaduto la notte del 17 ottobre (e che tra un po' racconterò anche a voi), per cui mi recai subito al Centro Ecumenico per cercarli. Trovai una confusione di pullman e di persone con le valigie che si stavano preparando per andare via. Quindi andai alla Reception e chiesi informazioni riguardo ad Anna e Andrea. Il sacerdote che era alla Reception, con mio sommo stupore, mi disse che nell'elenco non trovava nessuno con quei nomi! Gli dissi di cercare meglio ma non ci fu niente da fare, non li trovò! Andai via stupefatto, non riuscivo a comprendere quello che stava accadendo! Non li ho più rivisti! Mah! Non so cosa dire! Comunque, quando rientrai a casa, la sera del 17 ottobre, ricordo che prima di addormentarmi, sdraiato sul letto, nel silenzio della mia cameretta, ripensavo un po' a tutti gli avvenimenti dei giorni passati. All'improvviso mi rivenne in mente la preghiera che mi uscì dal cuore un paio di giorni prima. E subito la ricollegai con l'incontro che avevo avuto con Anna Andrea! Fu come se un lampo di luce squarciasse le tenebre! Sentii il mio cuore aprirsi come mai prima di allora e riflettevo: "Ma quelle due persone chi le ha mandate da me? Io qualche giorno fa ho pregato Dio che mi aiutasse e oggi quei due mi hanno proprio parlato di Dio, di Gesù, mi hanno detto che Gesù mi ama! Non può essere un caso! Ma allora Dio c'è veramente, allora Dio ascolta le preghiere!"

Sentivo la Luce che mi inondava, che spazzava via le tenebre della mia incredulità, dentro di me era come se un muro crollasse, avvertivo come se due braccia amorose mi stessero stringendo! Ogni pietra di quel muro che crollava era un brutto ricordo della mia vita passata che andava via! Il Sangue di Gesù mi stava lavando da ogni peccato! Senza sapere bene quello che mi stava accadendo, mi ritrovai a piangere e a ripetere in continuazione: "Signore perdonami, quanto male ti ho fatto!". Ripetevo solo quelle parole! Non ricordo quanto tempo sia passato. So solo che la mattina seguente mi sentivo diverso! Mi toccavo, mi guardavo allo specchio: ero io, però, dentro di me, non ero più io!

" Che cosa mi è accaduto?!", mi ripetevo in continuazione.

"Dio, dove sei? Sei stato Tu? Che mi è successo?"

Tutto il peso era andato via, mi sentivo leggero come una piuma, sentivo l'anima che traboccava di una gioia e di una pace che mai avevo provato, mi sentivo come una bottiglia di spumante che da un momento all'altro stava per stapparsi! Provavo un amore grande verso tutto e tutti! Amavo tutti! Amavo la vita, io, che fino al giorno prima ero triste e depresso! Era accaduto un miracolo! Ogni persona che mi si avvicinava sentivo di amarla profondamente! I miei colleghi di lavoro mi chiedevano: "Ma che ti è successo? Sei cambiato!".

Io, francamente, non trovavo le parole per spiegare tutto quello che mi era accaduto, e nella semplicità rispondevo: "Sto bene! Sto bene!".

Ah, dimenticavo! Naturalmente, la mattina del 18 ottobre, l'automobile si mise tranquillamente in moto, senza nessun problema! Gloria a Dio!

In quei giorni ero veramente scombussolato, una rivoluzione era avvenuta dentro di me! Invocavo Dio, ripetendo sempre: "Che mi è accaduto? Dove sei? Che devo fare?". Non avevo mai letto la Bibbia, non sapevo che quella era la Nuova Nascita!

Ma la cosa più importante che notavo era che NON SENTIVO PIÙ IL BISOGNO DI DROGARMI!!! Incredibile!!!

"Ma come mai!? Non sento il bisogno della droga, di fumare! Dio sei stato Tu? Dimmi che non è un sogno!".

Ma era tanta la gioia e la pace che provavo che quasi non ci credevo! Ma dovetti arrendermi! Anche se non riuscivo a spiegarmi completamente quello che era accaduto, compresi che da quel momento in poi non avrei avuto più il bisogno di quel veleno! Così, avevo della droga nascosta in casa. La presi e la gettai nel secchione dell'immondizia!

Inoltre, ogni sera, al ritorno dal lavoro, mi buttavo sul letto e invocavo Dio: "Dove sei? Che devo fare?". Ricordo che mi sentivo spinto a leggere la Bibbia. Ne trovai una tutta impolverata, riposta sullo scaffale della libreria, e iniziai a leggerla. Non comprendevo bene tutto quello che leggevo, ma sentivo che era come un balsamo per me. Iniziai con il libro di Giobbe, poi i Salmi, poi l'Apocalisse.

Piano piano mi allontanai dai miei "amici", tornavo a casa dal lavoro e invocavo Dio. Piangevo davanti a Lui, gli dicevo: " Dove sei?"

Tutto questo perché la sensazione meravigliosa di quella notte si era affievolita. Nella mia ingenuità, io credevo che sarei stato SEMPRE beato, felice, pieno di pace e di gioia come in quei primi giorni, ricercavo le sensazioni! In quei primi giorni mi sembrava veramente di essere in cielo! Ma Dio voleva che io comprendessi una lezione importante, e che poi, infatti, capii in seguito: non si può vivere di sensazioni: i sensi ti ingannano: stai bene, allora Dio è con te. Se passi un'afflizione, se sei demoralizzato, allora Dio ti ha abbandonato. Ma non è così! È la Parola di Dio, la Bibbia, quella che detta le regole! Gesù dice (Matteo 28:20) che è con noi tutti i giorni della nostra vita, a prescindere da quello che dicono i nostri sentimenti, e noi dobbiamo crederci! È la fede che salva!

Ma ritorniamo alla mia testimonianza. Stavo raccontando che non sentivo più il bisogno di drogarmi!

E proprio a questo punto il nemico delle anime nostre si è ripresentato nella mia vita solleticando la mia curiosità. Infatti, nella mia mente si fece spazio un pensiero: "D'accordo, la droga è pericolosa, hai fatto bene a smettere, ma una sigaretta ogni tanto cosa vuoi che sia! La puoi fumare tranquillamente!".

Io, che in realtà non sentivo più il bisogno di fumare, volli riprovare. Ancora non riuscivo a credere che dentro di me era avvenuto un miracolo! Mi dicevo: "Voglio vedere, per curiosità, cosa succede se provo a fumare una sigaretta!". Così, entrai da un tabaccaio, comprai un pacchetto di sigarette e provai ad accenderne una. Ebbene, rimasi sconcertato, folgorato, perché alla prima boccata di fumo, iniziai a tossire, a lacrimare e i miei polmoni si infiammarono, come 15 anni prima, ricordate? Come quando mio cugino Maurizio mi fece fumare il mio primo spinello!!! Quindi non riuscii a fumare quella sigaretta! La buttai, insieme a tutto il pacchetto! Camminavo per strada e glorificavo Dio! Gesù mi aveva completamente ristabilito, mi aveva completamente ripulito i polmoni, sia benedetto il Suo Santo Nome! Da quel giorno in poi iniziai a cercare Dio nelle funzioni religiose. Ogni domenica mattina entravo in una Chiesa e assistevo alla funzione. Coinvolsi anche mia madre, che nel frattempo aveva visto il mio cambiamento e spesso mi chiedeva: "Ma che ti è accaduto? Che hai fatto?". Gli rispondevo che andava tutto bene, non si doveva preoccupare. Avevo timore a raccontargli tutto così, all'improvviso, temevo che mi avrebbe preso per uno squilibrato, aspettavo l'occasione propizia per potergli svelare tutto. Ricordo che una domenica mattina, in un banco della Chiesa, trovai un foglietto con sopra scritto: "Ama Dio con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutte le tue forze!". Così andai a casa e dissi a mia madre: "Mamma, da oggi in poi dobbiamo amare Dio con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutte le nostre forze!". Ogni domenica mattina andavamo insieme alla funzione religiosa. Ma dopo qualche mese, avvertivo dentro di me che c'era qualcosa che non andava, e così, ancora una volta, invocai Dio, chiedendogli per l'ennesima volta quello che dovevo fare. Dopo qualche giorno, era gennaio 1991, mi trovavo a camminare per una via di Albano Laziale, un paese dei Castelli Romani. Pioveva, camminavo a testa bassa con l'ombrello e nello svoltare l'angolo di un palazzo, urto una persona! Gli chiesi scusa ma lui di rimando mi porge un volantino e mi dice: "Lo sai che Gesù ti ama?". Io, come sento il nome "Gesù" rimango folgorato e inizio a fare delle domande a questo ragazzo, che stava insieme ad un altro. Erano due fratelli della Comunità Evangelica che di li a pochi giorni avrei iniziato a frequentare! Gloria a Dio! Nonostante la pioggia, quei due fratelli quel giorno sentirono in cuore di uscire ad evangelizzare! Così, mi informai e loro mi spiegarono che facevano parte di una Comunità Evangelica che si riuniva il mercoledì a Genzano, un paese posto sempre nei Castelli Romani. Io, tutto infervorato da quell'incontro, di colpo me ne uscii con queste parole: "Sapete che Gesù mi ha liberato dalla droga?". Loro due mi guardarono un po' perplessi, chiedendosi in cuor loro se stavo mentendo o no! Comunque sia, mi invitarono in Comunità e io non vedevo l'ora che arrivasse il mercoledì successivo, per vedere di cosa si trattasse. Infatti, il mercoledì successivo ero li, incontrai quei due fratelli e altri ragazzi che come me chi era stato liberato dalla droga, chi guarito dalla depressione, chi aveva avuto problemi familiari, insomma, mi accolsero con calore ed amore. Poi, piano piano, la Parola Dio iniziò a lavorare nel mio cuore e così compresi quello che Gesù aveva fatto per me, quel giorno, dando la Sua Vita sulla Croce! Gloria a Dio! E quindi il 30 giugno 1991 scesi nelle acque del Battesimo, poi il Signore, nella Comunità, mi ha fatto trovare una moglie, abbiamo due figli, tutti e quattro serviamo il Signore Gesù, pur con le nostre limitazioni.

Per concludere, posso solo dire: a Dio tutta la gloria! Gesù è fedele! In questi 30 anni di conversione, quante volte sono caduto in ginocchio, quante volte ho detto: "Gesù, non ce la faccio ad andare avanti, non ho più forze!", ma Egli mi ha sempre preso per mano e rialzato! Confidiamo sempre in Gesù! Si, confidiamo sempre in Dio! Un domani, davanti a Lui, nessuno potrà lamentarsi: "Gesù, però tu non ha fatto niente per me!". Nessuno potrà dire questo!

Ma quel giorno "ogni ginocchio si piegherà e ogni lingua confesserà che Gesù Cristo è il Signore, alla Gloria di Dio Padre"! Amen!

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