Studio biblico Pastore Archetto Brasiello "Dio"

Dio si rivela a noi attraverso le Sacre Scritture ed è tramite questa rivelazione che possiamo e vogliamo conoscerLo, in quanto nessun'altra fonte ce ne saprebbe o potrebbe parlare meglio. Per motivi di studio, però, è logico parlare anche di altre fonti che fanno "intuire" l'esistenza, la grandezza, le perfezioni di Dio, seppure contribuiscono in maniera molto vaga: • aiutano i sinceri ricercatori • fortificano la fede dei credenti • arricchiscono la conoscenza.

1 . L'ESISTENZA DI DIO

Le Sacre Scritture non tentano per niente di provare l’esistenza di Dio con prove razionali: essa viene accettata come un fatto normale

A. L'argomentazione causa – effetto (o cosmologica) sostiene che l'universo non potrebbe esistere di per sé. Ogni effetto deve avere una causa al di fuori di esso stesso e che lo produce. Così il freddo, il caldo, il pensiero, la vita degli esseri viventi... come anche il mondo e l'universo intero devono avere Qualcuno che li ha prodotti (Gen. 1:1; Col 1: 16,17).

B. L'argomentazione del disegno e dell'ordine (o teleologica, da “teleos” = disegno o progetto), afferma che gli astri, le stagioni, le leggi naturali... devono avere dietro un'Intelligenza Sovrana che li ha progettati e portati all'esistenza in maniera così perfetta (Salmo 19: 1-4).

C. L'argomentazione del movimento. Dato che "non esiste moto se non provocato da una forza esterna al moto stesso", l’argomentazione sostiene che chi muove l'intero universo è Dio (Giobbe 38:31-38).

D. L'argomentazione della vita (o biologica); l'energia insita nella materia, per molto tempo ritenuta inerte, come anche il mondo spirituale della personalità umana... portano inesorabilmente ad ammettere un Creatore, sorgente della vita biologica e della vita spirituale (Atti 17: 25,28).

E. L'argomentazione antropologica. La personalità umana, la sua natura morale con la concezione di ciò che è bene e di ciò che è male, insita nella "coscienza", ed il "libero arbitrio", non potrebbero esistere se non vi fosse un Creatore, un giusto Legislatore. L'insoddisfazione del peccatore e la pace della persona salvata confermano questa dimostrazione logica (Rom. 2:14,15).

F. L'argomentazione della credenza universale. Tutti gli uomini in ogni luogo e in ogni tempo hanno creduto e credono in qualcosa di soprannaturale, anche se spesso in forme strane e superstiziose. C’è sicuramente Qualcuno che ha messo nella coscienza umana questo disposizione. (Ecc. 3: 11; Atti 17:22, 23, 26, 27; Rom. 1: 19-21), anche poi se qualcosa l'ha corrotta.

G. L'argomentazione biblica è valida soprattutto per chi è onestamente disponibile alla fede. Gli altri trovano sempre le obiezioni, come d'altronde tra gli studiosi avviene anche per le altre argomentazioni di cui abbiamo parlato prima. In ogni modo, a proposito di quest’argomentazione, la Bibbia: 1. Dà per scontata l'esistenza e l'opera di Dio (Gen. 1:1) 2. Condanna le stolte tesi ateistiche (Salmo 53:1,2; Is. 40: 12-26; Ger. 10:1-16; Rom. 1: 18-20) 3. Presenta un piano perfetto e completo di redenzione, sorretto da centinaia di profezie che si sono adempiute e si adempiono tuttora sotto i nostri occhi: 4. Si presenta come la Parola di Dio, che non ha bisogno di "dimostrare" l'esistenza di Chi la pronuncia. 5. Rivela che Dio deve essere accettato e realizzato personalmente mediante la fede (Eb 11:1,6).

H. L'argomentazione dell'esperienza cristiana. Questa è la prova evidente di quanti hanno realizzato la grazia di Dio nella loro vita, evidente a loro stessi e a coloro che li osservano. Il loro cambiamento radicale, la loro pace, la loro gioia e l'impegno che dimostrano nell'aiutare anche altri a fare la stessa esperienza, sono realtà inspiegabili a meno che, a priori, in conformità a quanto rivelato nelle pagine della Sacra Bibbia, non si supponga che Dio c'è ed opera.

2. L'ESISTENZA DI DIO (I punti vista errati)

A) Il materialismo. Il materialismo afferma che "tutto è materia", "il cervello è una macchina" e non c'è nient'altro. Possiamo confutare quest’ideologia dicendo: 1. Pur ammettendo, per assurdo, che l'uomo sia una macchina, dobbiamo presupporre che per farla ci volle sicuramente un grande Meccanico; 2. La nostra coscienza ci dice che siamo più che materia, che siamo diversi da una pianta o da una pietra; 3. La vita non può venire dalla natura morta, ma soltanto da una Causa Vivente; 4. Il disegno, la perfezione dell'universo ci dicono che un'Intelligenza sovrana l'ha creato.

B) L'agnosticismo. Dal greco "non conoscere", la teoria dice che, essendo noi degli esseri limitati, non possiamo conoscere l'Infinito. Noi rispondiamo che, realmente, non possiamo conoscere tutto di Dio (Giobbe 11: 7; Rom. 1:33), ma possiamo conoscere quanto ci basta per essere salvati ed accettevoli, in quanto Dio stesso l'ha rivelato (Deut. 29:28; 1Cor. 13:9-12).

C) Il panteismo. "Tutto è Dio", un sistema di pensiero che identifica Dio con l'universo; Dio vive e si manifesta o si esprime negli uccelli, nelle pietre, nelle piante... che sono parte di Dio, sono il suo corpo. Come s'è potuto arrivare a questa concezione grottesca? Rom. 1:20-23. Esso, infatti, è contrario alla ragione: anche un verme allora è Dio, una tigre, un serpente, il male, il dolore...! Ciò, inoltre, è del tutto contrario alle Scritture che distinguono la creazione e le creature dal Creatore (Gen. 1: l; Ebrei 11:3).

D) Il politeismo. "Molti dei"; seguito nell'antichità e valido anche oggi tra alcuni popoli, crede nel dio del fuoco, in quello dell'acqua, in quello delle montagne. Rispondiamo che questa è solo una corruzione della fede nel vero ed unico Dio... perché gli uomini "hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore” (Rom. 1: 25). I cosiddetti dei altro non sono che una divinizzazione delle forze della natura.

E) Il deismo. Secondo questa teoria, Dio c'è, ha creato il mondo, vi ha stabilito delle leggi, ma poi lo haabbandonato a se stesso. La Bibbia insegna: - La trascendenza di Dio (che sorpassa i limiti dell'esperienza, ponendosi al di fuori della realtà oggettiva - soprannaturale - al di là della realtà percepita dall'uomo) al di fuori del creato (Is. 6:1) - L'immanenza di Dio (si riferisce alla qualità di ciò che è immanente, ossia ciò che esiste, in quanto parte della realtà abitata dall'uomo) e la sua presenza nel mondo, vicino all'uomo (Atti 17:28; Ef. 4:6) - L'intervento di Dio in Cristo, suo Figlio, che é Dio con noi, e, tramite lo Spirito Santo, Dio in noi.

F) L'esistenzialismo. È una filosofia attuale che vede la vita senza significato e senza prospettive. È propugnata da vari pensatori: Uno di loro (Sartre) dice: "anche se Dio esistesse, nulla cambierebbe nel mondo", "il fine più elevato cui possa pervenire l'uomo in un’esistenza autentica è la fede in sé stessi nel mezzo della disperazione". È una filosofia che ha pervaso il mondo di sfiducia e di pessimismo, per una vita senza senso. La Bibbia ha previsto i tempi difficili e solo la fede in Dio e nel suo Figlio danno il vero significato, la gioia e le valide prospettive della vita.

3. GLI ATTRIBUTI DIO

Gli attributi sono le qualità proprie di Dio, gli aspetti della Sua personalità, i caratteri mediante i quali Egli si distingue dalle Sue creature. Possono essere distinti in: 1. Attributi non relativi, o ciò che Dio è i se stesso, separatamente dalla creazione. 2. Attributi attivi, o ciò che Dio è in relazione all’universo. 3. Attributi morali, o ciò che Dio è in relazione alle sue creature morali.

1. ATTRIBUTI NON RELATIVI DI DIO (natura intima di Dio) a. Dio è Spirito (Giov. 4: 23,24) Come tale è invisibile ed illimitato. Egli non può essere raggiunto dai sensi, perché è prima e al di fuori della materia. Spirito è un attributo di Dio che possiamo spiegare ben poco, ma che possiamo "godere", "gustare" per fede entrando e dimorando "nello Spirito".

b. Dio è Infinito Egli non è soggetto a limitazioni naturali e umane. - In relazione allo spazio; essendo immenso (1Re 8:27; Isaia 66:1) e presente dovunque nell'intero universo. - In relazione al tempo; Egli è al di fuori del tempo (Esodo 15:18; Deut. 33: 27; Nem. 9:5), nel senso che Egli è Eterno, senza inizio e né fine, perché è esistito nell'eternità, esiste e esisterà in eterno. Il passato, il presente e il futuro sono presenti nella Sua Mente.

c. Dio è Uno (Esodo 20:3; De 4:35; 1Tim. 1:17)

L'Antico Testamento insiste molto sull'unicità di Dio questo attributo non è per niente in contrasto con il Nuovo Testamento che insegna la Trinità, ma bisogna distinguere tra due specie di unità: - Unità assoluta; L’espressione “un uomo” è riferita al concetto di un’unità assoluta, perché ci riferiamo ad una persona; - Unità composta; Quando leggiamo in Genesi 2:24 che l’uomo e sua moglie saranno “una carne”, troviamo un’unità composta , perché significa l’unità di due persone;

2. ATTRIBUTI ATTIVI (Dio e l’universo) a. Dio è Onnipotente (Gb 42: 2; Mt 19: 26; Ef 3: 20; Ap 1: 8)

Significa che Dio può fare ogni cosa, essendo senza limiti d’intelligenza e di potenza. Non significa, però, che Egli faccia o possa fare qualcosa di contraddittorio in se o contrario a quanto Egli stesso abbia stabilito. Egli può fare tutto: creare dal nulla, salvare, reggere l'intero universo; addirittura può sfruttare anche il male per i Suoi scopi giusti in vista dei Suoi piani d'amore.

b. Dio è Onnipresente (Ger 23: 23,24; Sal. 139: 7-10; Mt 18: 20; 28: 20; Atti 17: 24-28) Dio è presente dovunque, non nel senso panteista, ma nel senso immanente, cioè che Egli è vicino ad ogni cosa, però in modo distinto, ovvero: Provvidenzialmente, nelle vicende degli uomini – (Salmo 68:7-8) Con il Suo Giudizio verso gli empi e a cui nessun uomo può sfuggire; Corporalmente nel Suo Unigenito Figlio (Colossesi 2:9); Presenzialmente, nella Chiesa (Efesi 2:12-22); Con la Sua Potenza, per sovvenire ai suoi operai (Matteo 28:19,20) Mentre Dio è ovunque, Egli non dimora ovunque. Solo quando entra in relazione personale con un gruppo o un individuo, si dice che dimora con loro.

c. Dio è Onnisciente (1Cr 28: 9; Sl 147: 4,5; Pr 15: 3; Gr 1: 4,5; Mt 6: 8; Lu 16: 15; Eb 4: 13) Dio conosce tutto, in senso fisico e spirituale e la Sua conoscenza è perfetta. Egli non ha bisogno di ragionare o scoprire le cose, ma conosce il passato, il presente e il futuro d’ogni cosa. Se Dio sa ogni cosa, conosce anche chi si perderà e, allora, perché lo permette? La risposta è che Egli "sa" ma non "stabilisce" e non "determina" la scelta di nessuno.

d. Dio è Savio (Gb 9: 4; Sl 104: 24; Ro 16: 27; Ef 3: 10)

L'onniscienza, l'onnipotenza di Dio, non sono "ferme", "inattive", ma in azione. Le opere che Egli compie, però, sono compiute con intelligenza e saviezza. Egli predispone, programma ed agisce bene. Usa la Sua intelligenza e saviezza positivamente per i migliori scopi e con i più efficienti mezzi.

e. Dio è Sovrano (De 4: 35; Ro 9: 21; 1Ti 6: 15)

Dio ha il diritto assoluto di fare, decidere e governare com’Egli vuole. Egli è superiore, è l'assoluto proprietario di tutto e di tutti. È semplicemente sciocco criticare le Sue opere e le Sue vie. L’attributo va sottolineato per se stesso, ma non va mai disgiunto dall'altro che Dio è anche savio.

3. ATTRIBUTI MORALI (Dio e le Sue creature morali) a. Dio è Santo (Lev. 11: 44,45; 20: 26; Ap 4: 8; 15: 3,4) Dio moralmente è assolutamente puro. Egli non può peccare né tollera il peccato. Dio è santo, vale a dire "separato" da ogni specie d’iniquità o d’imperfezione morale, per Sua natura (1Gv 1: 5). Ciò é vero non soltanto passivamente, ma anche attivamente, nel senso che Egli agisce santamente.

b. Dio è Giusto (De 32: 4; Sof. 3: 5; Is 45: 21) Dio è imparziale, non è influenzabile e non accetta raccomandazioni. Conseguono da questo attributo la rettitudine, la verità e anche l'ira di Dio. Essendo dunque giusto, Dio richiede giustizia dall'uomo e dato che questi è peccatore, a chi crede Egli impartisce la giustizia Sua (Rom. 3: 26), giustificandolo. Ciò a causa del Suo amore.

c. Dio è Fedele (Es 34: 6; Nu 23: 19; Is 25: 1; 1Co l: 9; 10: 13; 2Co 1: 20; Eb 10: 23) Significa che Dio è assolutamente degno di fiducia. Le Sue parole e le Sue promesse sono ferme come lo è il Suo carattere. Egli mantiene fede alla Sua Parola e alle promesse che fa.

d. Dio è Amore (De 33: 3; Sl 33: 5; Gv 3: 16; 16: 27; Ro 5: 6-8; 1Gv 3: 16,17; 4: 8,16) L'uomo può avere amore e anche quando l'amore si manifesta nei modi più sublimi, in fondo é soltanto parziale, egoista e condizionato dalle circostanze. Dio, però, è amore; cioè l'amore è una caratteristica assoluta della Sua personalità. L'amore di Dio è quell'attributo per cui Egli cerca il bene delle Sue creature e si rivela a loro a prezzo del massimo dei sacrifici. A proposito dell'a-more di Dio, dobbiamo considerare che: 1. Dio non è responsabile del male esistente, che è dovuto al peccato volontario e alle sue conseguenze. 2. Dio è onnipotente. Il male esiste, dunque, con il Suo consenso, sebbene noi non ne possiamo comprendere appieno i motivi. 3. Dio è così grande che presiede al male e al bene. Dalla malvagità degli uomini che hanno crocifisso Cristo, per esempio, Dio ha tratto la salvezza per tutti i credenti. 4. Dio ha organizzato l'universo con le sue varie leggi naturali e questo implica la possibilità di disgrazie. Senza il peccato, tale possibilità forse non ci sarebbe? O, semplicemente, non esisterebbe l’errore umano? Chi cade o è gettato in un precipizio infatti muore, per la legge di gravità, ma quanti guai ci sarebbero, se questa legge non esistesse. 5. Infine questo nel quale viviamo non è l'ordine definitivo delle cose. Il futuro rivelerà che Dio ha fatto ogni cosa bene, anche se ora non riusciamo a comprendere molte cose.

e. Dio è Verace (Sl 19: 7; 93: 5; Gv 3: 33; 7: 28; 8: 14,16; Ro 3: 4; Tt 1: 2; Ap 3: 7,14; 6: 10; 19: 11) Verità, veracità significa "realtà" ed indica "quello che veramente è, in assoluto", nelle sue varie espressioni. Dio promette e dichiara sempre la verità, tutta la verità, niente altro che la verità, perché Egli è verità.

f. Dio è Paziente (Rom. 15: 5; 1Pt 3: 20; 2Pt 3: 9,15) La pazienza non è debolezza di carattere o indifferenza, ma è una virtù molto sublime. Per essa, Egli sopporta, aspetta, considera ed è lento all'ira, misericordioso e compassionevole. La pazienza è dovuta al Suo Amore, ma ne rivela un aspetto particolare.

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